Il progetto per la discarica di Ghjuncaghju potrebbe diventare realtà

Dopo tre anni di lotte contro la realizzazione di una discarica controllata nel comune di Giuncaggio, il progetto aspetta di ricevere l’autorizzazione dal TA di Bastia. Il 19 settembre il relatore del tribunale amministrativo di Bastia ha chiesto l’annullamento del documento, della prefettura, che vieta la realizzazione del centro di gestione dei rifiuti nella valle del Tavignano. “Sono solo le conclusione del relatore, attendiamo il giudizio entro quindici giorni”. La determinazione del collettivo Tavignano Vivu resta forte nonostante la prima avanzata del progetto.

Sono passati quattro anni da quando la società Oriente Environnement ha proposto un progetto di costruzione di una discarica controllata nel comune di Giuncaggio. Se da una parte chi ha proposto ha portato avanti con forza la propria idea, il prefetto dell’Alta Corsica aveva optato per un divieto di costruzione, giudicando il tutto dannoso per l’ambiente. Un divieto accolto con un sospiro di sollievo dal collettivo per la difesa del Tavignano, ” Tavignano Vivu”, che lamentano la possibilità di ripercussioni e inquinamento nel fiume che si trova non lontano dal luogo previsto alla discarica. Luogo che accoglierebbe 70000 tonnellate di rifiuti non tossici e 100000 tonnellate di terre amiantifere.

Ma dopo tre anni di lotta alla costruzione, il progetto potrebbe essere autorizzato dal TA di Bastia. Dopo l’udienza di giovedì 19 settembre, il relatore ha chiesto l’annullamento del divieto del 2015. Per il rappresentante di Stato, l’ordinanza è infatti non sufficientemente motivata. Secondo gli studi della società Oriente Environnement, il progetto è realizzabile sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista ambientale.

Tesi che non trova condivisione alcuna nel collettivo Tavignano Vivu, che resta fiducioso: “Per il momento sono le conclusioni del relatore, attendiamo il responso entro una quindicina di giorni. A seconda del giudizio prenderemo le decisioni necessarie per opporci con tutti i mezzi a questo progetto insensato. Il rischio ambientale di questo luogo è stato riconosciuto da tempo e confermato da dei rapporti di alcuni esperti”.

Fonte: CorseNetInfos.corsica