Il Cumitatu Rojava-Corsica vuole risvegliare l’opinione pubblica

Per a Pace, A Manca o ancora l’Associazione dei lavoratori tunisini della Corsica, tutti si sono riuniti in un collettivo, il Cumitatu Rojava-Corsica – al totale forte di 12 associazioni – per evocare la realtà di Rojava, questa regione del MedioOriente, che è in preda a una vera e propria aggressione militare. Insieme, desiderano interpellare l’opinione pubblica e scuotere così il mondo politico.

Giovedì 31 ottobre 2019, erano più di una trentina di attivisti o membri di associazioni, riuniti intorno ad un testo chiaro, approvato e firmato da una decina di associazioni e collettivi che desiderano, mettere insieme una resistenza per Rojava. Si possono leggere le loro rivendicazioni, che tengono in tre punti precisi: dichiarare la regione di Rojava in zona di interdizione aerea, boicottare economicamente la Turchia ed esigere l’intervento dell’ONU e lo spiegamento di una forza d’interposizione.
Lo scopo? Piegare “la deriva autoritaria e dispotica di Tayyip Erdoğan, presidente della Turchia“.

“Ciò che ci unisce è questa voglia di andare in soccorso del popolo del Rojava. Bisogna farla finita con le posture e il grande principio di trattenere! Bisogna passare all’azione.” spiega un oratore. Ma per essere sostenuti nel loro cammino, il Cumitatu Rojava-Corsica ha bisogno di far «divulgare» il messaggio, ritenendo che il grande pubblico non sia sufficientemente informato degli abusi commessi. I rappresentanti curdi sono vivamente attesi dal collettivo per spiegare la situazione sul posto, manca solo di fissare una data.

Cumitatu Rojava-Corsica cerca aiuti, sia finanziari che culturali. “Operai, commedianti o nella lotta collettiva, la cultura ha il suo posto”. Perché tutti lo sottolineano, occorre che l’informazione sulla realtà di questa regione sia più conosciuta, per poter mobilitare il maggior numero possibile e far così muovere le alte istanze francesi. In tal modo, come auspicato dal collettivo, potranno affrontare la questione dello status dei rifugiati curdi e prendere in considerazione la possibilità di rivedere la propria posizione in seno alla NATO e di uscirne.

“Sappiamo che senza l’azione delle donne e degli uomini e delle forze politiche realmente guidate da un ideale emancipatore, prevarrà lo status quo e firmerà una condanna a morte per la resistenza curda. Lanciamo quindi un appello alla solidarietà del maggior numero possibile per esigere insieme la cessazione di tutte le aggressioni, da qualunque parte provengano, contro la Rojava e l’insieme dei territori curdi.”
Jacques Casamarta, membro dell’associazione umanitaria Per a Pace, tiene a sottolineare che «la geopolitica del Medio Oriente è molto complicata» e che «una mediatizzazione, una sensibilizzazione e delle spiegazioni» saranno necessarie per toccare l’opinione pubblica e usare la sua forza. Perché è tutti insieme che Cumitatu Rojava-Corsica desidera andare avanti. Tutti Inseme.

Fonte: Corse Net Infos