Il campo di internamento per gli ebrei corsi ad Asco nel 1943

Nel 1943, ad Asco, 86 persone vivevano in questo campo di internamento installato dagli italiani. Le condizioni di vita non avevano fortunatamente nulla a che fare con quelle del resto d’Europa. E questo è in parte grazie all’aiuto degli abitanti del villaggio. Alcune persone ricordano ancora

Azioni contro gli ebrei condotte durante l’occupazione italiana

Quando arrivò nel marzo del 1943, il generale  Giovanni Magli chiese al prefetto l’elenco dei residenti ebrei in Corsica. Chiese se c’era un campo di concentramento sull’isola per loro. Su questo punto, la risposta è negativa. Il 10 maggio, a Bastia, tre mercanti ebrei vengono arrestati dalle Camicie nere, poi rilasciati. Il 27, ancora a Bastia, vengono arrestati gli ebrei di età compresa tra i 18 e i 60 anni e il maschio. L’ordine viene dal comando italiano ed eseguito dalle autorità francesi collaborazioniste. Trasferiti ad Asco, sono sorvegliati da soldati e carabinieri italiani. Un totale di 86 persone, tutte provenienti dalla Corsica settentrionale, sono internate ad Asco. È solo il 9 agosto ad Ajaccio che cinque mercanti ebrei vengono arrestati e imprigionati nella prigione della Cittadella. Non vengono interrogati e vengono rilasciati lo stesso giorno con l’obbligo di rimanere in residenza forzata ad Ajaccio. Quando scoppia l’insurrezione del 9 settembre, gli internati di Asco ritrovano la loro libertà.

C’è stata quindi una politica particolare in Corsica che è dovuta a diversi fattori: l’assenza di un progetto chiaro da parte degli italiani, la loro ferma determinazione a non lasciare che i tedeschi invadano un terreno che considerano esclusivamente della loro competenza, e anche l’assenza di sentimenti antisemiti anche nel prefetto Balley come nella popolazione corsa.

La storia del campo di internamento di Asco

Nel 1940, mentre quasi tutta l’Europa era in guerra, la Corsica contava circa 600 ebrei.
L’isola non ha una tradizione antisemita come si trovava sul continente in quel momento.
E il rifiuto degli isolani di denunciare i loro vicini o la loro conoscenza ebraica è stato ampiamente documentato.

Ma nel 1941, per ordine della prefettura, le autorità devono registrare gli ebrei e sono costretti a mostrare la menzione “ebrei” sulla loro carta d’identità.
Gli italiani e il loro generale, Magli, chiedono il loro arrivo nel 1943 se c’è un campo di concentramento sull’isola.

In questo momento non ce n’è. Magli ha arrestato, principalmente a Bastia, gli ebrei dai 18 ai 60 anni che riesce a identificare e li trasferisce ad Asco.
In quello che servirà da campo di internamento in Corsica tra cui il rabbino Toledano Mayer. Gli abitanti del paese li sosterranno, contro ogni previsione e tutto il resto.

L’8 settembre cominciò la liberazione della Corsica grazie anche ai soldati italiani e ai partigiani corsi contro i tedeschi e l’isola venne liberata il 4 ottobre.

Il 19 maggio ad Asco è stata messa sulla scuola del paese una targa a ricordo del campo di internamento del 1943.

Documento sui servizi generali, datato 3 luglio 1963, attestante l’esistenza del campo di internamento di Asco,

La cerimonia per inaugurazione ad Asco della targa del campo di internamento

Fonte: France 3 Corse Via Stella