Il 7 luglio a Corte assemblea generale di Corsica Diaspora per mantere i legami tra l’isola e gli emigrati

Il 7 luglio a Corte si svolgerà l’annuale assemblea generale di Corsica Diaspora dalle ore 14 alle ore 17 presso l’Amphithéâtre Ettori dell’Università della Corsica della facoltà di diritto al Campus Mariani in avenue Jean Nicoli.

L’associazione sostenuta da Edmond Simeoni persegue, contro ogni previsione, i suoi sforzi con l’obiettivo che si è prefissata: rafforzare i legami tra i corsi sparsi per i continenti e quelli del isola-madre. In un momento in cui la nozione di migrazione è di natura sensibile e preoccupante, è positivo che la Corsica consideri di incorporare la globalizzazione nella sua costruzione storica.

Questo è probabilmente più semplice sulla carta che nella realtà. Perché, a differenza di altri popoli emigrati, non esiste un costante nomadismo insulare nei meccanismi migratori, con ad esempio un momento privilegiato di inclinazione verso l’esodo. L’esilio corso è sempre esistito, in un periodo in cui bisogna distinguere tra la volontà e quella della necessità.

Il comune denominatore di questa massa eterogenea e diversificata, con il riavvicinamento transnazionale come sfida, è almeno la consapevolezza di un legame e al massimo un senso di appartenenza. Se la personalità di Edmond Simeoni ha una storia che parla per lei, è difficile (e soprattutto in malafede) vedere nell’impegno che è il suo qualsiasi calcolo politico. Anche la possibilità di coinvolgere la diaspora, in un modo e in una scala che restano da determinare, nella gestione degli affari dell’isola è nella logica del riavvicinamento piuttosto che della ripresa etnica. Dopotutto, è utile che l’identità profonda, nella sua ricerca di completezza, si conceda una deviazione della diaspora. L’uomo d’affari o il funzionario, l’agricoltore o l’avvio di orizzonti lontani possono assumere uno scambio positivo con coloro che hanno in comune con loro la terra di origine.

In tutta l’isola, fino a un recente passato, molti erano considerati i corsi all’estero come folcloristi in modalità minore, o come sognatori che avevano fissato permanentemente l’ambiente dell’isola su cliché di un altro età – quando uno non ha prestato loro il carattere arrogante ed egoista di coloro che rivendicano vite senza restrizioni: il mio vicino di casa nella diaspora è colui che lava la sua auto alla fontana del villaggio durante i periodi di scarsità d’acqua…

Ma i tempi sono cambiati e il semplicismo è fuori luogo. Nessuno oggi nega che la diaspora, come è il caso per tutti i popoli con una quota di dispersione, sia un fattore di arricchimento. Resta da sedersi questa vicinanza. Per promuovere la propria attività in questo senso, Corsica Diaspora ha utilizzato nuove tecnologie, essenziali per gestire una notevole quantità di dati. Consideriamo ora la diaspora, sia che si tratti di individui isolati, di amicizie o associazioni, nel loro complesso. Al momento, sono interessati 97 paesi, e questo è solo un inizio nella prospettiva di far avanzare un monumentale “Annuaire des Corses du Monde“. Un milione di corsi… un calcolo ambizioso ma realistico. Ad esempio per 5 milioni di irlandesi nella propria isola, la diaspora è stimata in oltre 70 milioni…

Contiamo, mettiamo in gioco le carte, sapendo che la diaspora non è un’astrazione, ma che è composta da individui che sanno da dove provengono, che considerano la loro memoria dal punto di vista dell’appropriazione e trasferimento del patrimonio. Questo è il motivo per cui la costruzione dell’identità corsa può contare proficuamente sull’immaginario diasporico, dovendo affrontare un doppio paradosso: da un lato, la diaspora è la dispersione di una comunità etnica o di un persone, due caratteristiche che sono negate alla definizione stessa della Corsica. D’altra parte, se la Corsica all’estero fa parte di una minoranza culturale, non dobbiamo credere che la Corsica dell’isola sia preservata da una situazione identica nella sua realtà quotidiana.

 

 

Fonte: Corse Net Infos e Corse Matin

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