Ieri la commemorazione dei 47 anni dai fatti di Aleria

Quarantasette anni fa, una trentina di militanti dell’ARC, l’Azione Regionalista Corsa, occuparono la cantina di Henri Depeille ad Aleria. Un’azione di rottura organizzata per denunciare la caratterizzazione dei vini da parte dei proprietari di pieds-noirs. Il risultato: due morti tra i poliziotti e un ferito grave tra i nazionalisti. Lunedì 22 agosto si è tenuta la commemorazione degli eventi.

Considerato uno degli eventi fondanti del movimento nazionalista, l’episodio della cantina di Aleria è ovviamente ancora ricordato.

Il 21 agosto 1975, una dozzina di militanti dell’Azione Regionalista Corsa, l’ARC, guidati da Edmond Simeoni, occuparono la cantina di Henri Depeille. I nazionalisti iniziarono allora un’azione di pugno per denunciare la caratterizzazione dei vini da parte dei viticoltori pied-noir, che si erano stabiliti in Corsica dopo la guerra d’Algeria.

Di fronte a quella che consideravano un’ingiustizia, i nazionalisti mantennero l’assedio fino al giorno successivo. Valéry Giscard d’Estaing, Presidente della Repubblica, e Jacques Chirac, Primo Ministro, erano in vacanza, e Michel Poniatowski era in carica. Il 22 agosto il Ministro degli Interni ha inviato 1200 gendarmi e CRS, veicoli blindati e Pumas per far saltare la chiusa.

L’assalto fu lanciato e il bilancio fu pesante: due morti tra i poliziotti, diversi feriti tra i nazionalisti, di cui uno grave, Pierrot Susini, a cui fu strappato un piede.

Lunedì 22 agosto, il collettivo Aleria 75 ha organizzato la commemorazione nel luogo simbolico della cantina ormai distrutta.

Sono state deposte molte corone, erano presenti molti politici, in particolare della maggioranza territoriale come Gilles Simeoni, Maria Antonietta Maupertuis o Jean-Félix Acquaviva. Ma anche e soprattutto i militanti che erano presenti il 21 e 22 agosto 1975.