I deputati nazionalisti votano contro la proposta di Legge anti-casseurs

Il 5 febbraio è passata la proposta di “legge anti-casseurs” fortemente voluta del presidente Emmanuel Macron, dal primo ministro Edouard Philippe e dal ministro dell’Interno Christophe Castaner.

La legge è stata approvata dall’Assemblea nazionale in prima lettura con 387 voti a favore, 92 contrari e 74 astenuti con una larga maggioranza infatti era fissata a 240.

La nuova legge prevede di vietare a qualsiasi persona verso la quale sussistano serie ragioni per ritenere che il suo comportamento costituisca una minaccia la partecipazione a una manifestazione, anche qualsiasi persona che appartenga a un gruppo o che abbia rapporti regolari con individui che incitano, facilitano o partecipano alla violenza. Inoltre viene creato un divieto amministrativo di manifestare (IAM) ispirata al Daspo degli stadi.

Le persone colpite dal divieto di manifestare vengono poi automaticamente schedate in un elenco già esistente, quello delle persone ricercate (RPF), che contiene già 620 mila nomi a disposizione della giustizia, della polizia, della gendarmeria e delle dogane.

L’articolo 4 della legge prevede poi la pena di un anno di reclusione e una multa di 15 mila euro per una persona che volontariamente, totalmente o parzialmente, nasconda il proprio viso.

Hanno votato contro la legge i deputati nazionalisti Jean-Félix Acquaviva, Michel Castellani Paul-André Colombani che fanno parte dei 16 del Gruppo Libertà e Territori che hanno votato quasi tutti contro; mentre Jean-Jacques Ferrara l’unico non nazionalista della Corsica eletto tra le file de I Repubblicani ha votato a favore come il suo gruppo.

La legge sul sito dell’Assemblea nazionale: http://www.assemblee-nationale.fr/dyn/15/dossiers/prevention_sanction_violences_manifestations