Una giornata con i cacciatori di cinghiali

Sin dall’alba dei tempi, la caccia è parte integrante della vita dei Corsi. La gran parte degli uomini, giovani o vecchi, hanno almeno una volta cacciato il cinghiale. Che sia un padre o un nonno, ci sarà sempre un appassionato per trasmettere il suo piacere di andare a caccia.

Alle sette e trenta la giornata di caccia comincia, sempre con una riunione intorno a un buon caffè e spesso accompagnato da una torta fatta in casa. La discussione sul posto da esplorare può prendere un po’ di tempo. Ripensano ai bei tempi passati la settimana precedente, ma sempre in un’atmosfera allegra.

Alle otto, una volta deciso il luogo della battuta, i postini (cacciatori che restano in posti fissi) vanno a posizionarsi al loro posto, che offre spesso una vista magnifica sulla valle. I battitori (cacciatori che si occupano di mettere i cani sulle tracce dei cinghiali) da parte loro partono con i cani, più o meno numerosi, e con l’aiuto della voce e dei fucili fanno venire i cinghiali verso i postini. Per motivi di sicurezza, i postini non devono muoversi dal luogo dove sono stati messi la mattina e devono essere vestiti di arancione. Se la fortuna sarà con il postino, vedrà venire verso lui il cinghiale e potrà anche sparargli. Se non sarà sicuro di riconoscere l’animale, non dovrà ovviamente sparare. La caccia può durare ore, finché i battitori non hanno dato l’ordine di lasciare il posto. I cani corrono a volte durante qualche ora nonostante la chiamata del padrone, e possono anche aspettare fino alla notte per ritrovare il loro branco.

A mezzogiorno i postini si aiutano a vicenda per portare i cinghiali spesso utilizzando un legno chiamato “pallu” in corso. Una volta la battuta finita, e tutte le bestie trovate, lo “spuntinu” si organizza.

Alle tredici, durante il pasto la “macagna” (autoironia in corso) comincia e si fa ancora la battuta una volta, due volte, tre volte… e a volte, enormità possono apparire come “un cinghiale che può pesare una tonnellata” e “il numero di colpi sparati con un fucile in soli tre colpi”. Tutto questo nella gioia e il buonumore, ci salutiamo  pesando già alla prossima battuta.