GF Bernardini: lingua còrsa, un linguicidio programmato

In occasione della presentazione in anteprima del nuovo album de I Muvrini, “Invicta”, tre giorni fa presso il liceo Nicoli di Bastia, il musicista GF Bernardini ha rilasciato un’intervista a CorseNetInfos in cui parla, tra le altre cose, di lingua còrsa.


Nell’intervista in francese, Bernardini dice:

Mi rendo conto che per farsi comprendere bisogna parlare francese, e si prende coscienza che oggi in Corsica sta avvenendo un linguicidio  programmato da anni.

E’ un dato di fatto: i còrsi non sono più padroni della propria lingua. I dati ufficiali raccolti da indagini linguistiche negli ultimi anni, dimostrano che una percentuale sempre minore di isolani sanno comprendere la lingua còrsa. E ancor di meno sono quelli che sanno parlarla, e pochi quelli che sanno scriverla correttamente. E l’immigrazione dal nordafrica non fa che abbassare ulteriormente questi tassi.

Non solo. La lingua nustrale si sta sempre più francesizzando. Parole come “u tuvagliolu” (il tovagliolo) sono ormai spesso sostituite da una parola mutuata dal francese, in questo caso “a servietta”.

Ma se il problema è certo, resta da capire quali siano le soluzioni migliori. La lotta per salvaguardare il còrso prosegue da sempre, e ha visto l’ultimo importante capitolo a maggio del 2013, quando l’Assemblea di Corsica ha votato a favore della co-ufficialità della lingua còrsa nell’isola. Ma sappiamo quanto l’iter sia complicato e debba passare per la modifica della Costituzione francese, la quale non ammette altre lingue ufficiali sul territorio della Repubblica se non appunto quella francese.

Bernardini però crede che la spinta debba venire dal basso, dai cittadini di Corsica, e non tanto dalla politica parigina:

Quello che mi spaventa è che si trasferisca il problema della lingua còrsa a Parigi . Se aspettiamo che la soluzione venga da Parigi, si può aspettare molto a lungo. Non si può far amare una lingua tramite leggi o obblighi, ma per amore e la convinzione che il linguaggio… è il nostro colore della pelle. La voce della Corsica è preziosa e di valore, siamo consapevoli della ricchezza che abbiamo, come il modello rurale che è nostro e ci dà un’incredibile forza da condividere con il mondo. La cultura costruisce ponti di comunicazione tra la Corsica e il mondo.

Parole importanti e senz’altro vere. Ma se l’amore per la propria identità culturale e la propria lingua locale può nascere e sostentarsi in famiglia, è chiaro che nel mondo globalizzato di oggi tale sostegno può non essere sufficiente.

In Corsica anche chi parla còrso in famiglia, e magari lo legge su internet e lo scrive, si troverà poco dopo a guardare alla televisione un film in francese, o a usare il proprio computer con il suo sistema operativo in francese, e così via.

Il tema dunque è trovare al còrso dei suoi spazi vitali che ne evitino l’estinzione. A questo devono lavorare le istituzioni e le associazioni culturali, elaborando soluzioni e modelli, tra i quali crediamo debba essere valutato seriamente il riavvicinamento e l’intercomprensione tra lingua còrsa e italiana, così simili e storicamente legate. Ma è indispensabile che anche la politica abbia un ruolo. La politica locale in primis, ma assolutamente anche lo Stato centrale, che deve fare un salto di qualità smettendo di vedere le specificità regionali come minacce piuttosto che come ricchezze. Lingua compresa.

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Fonti: APiazzetta.com – CorseNetInfos.fr