Genova, la protesta degli sfollati del ponte arriva in Regione

Sono passate esattamente tre settimane dal crollo del viadotto Morandi a Genova e centinaia di persone sono ancora senza casa. Moltissime di loro non hanno nemmeno avuto la possibilità di rientrare per recuperare i propri effetti personali, possibilità che è stata vietata a tutti a partire dal 20 agosto scorso, quando si sono registrati i primi preoccupanti scricchiolii della porzione di ponte Morandi rimasto in piedi proprio sopra ai palazzi. Una seduta non facile quella congiunta del Consiglio regionale e comunale di Genova, riunita nella sede della Regione per discutere della demolizione del Ponte Morandi e di quella conseguente delle case del lato est. I cittadini genovesi, per la prima volta dopo la sciagura del 14 agosto scorso, hanno alzato la voce nei confronti delle istituzioni, presentandosi in gran numero alle porte del palazzo sede del Consiglio Regionale della Liguria in un clima di forte contestazione, al grido disperato di “rispetto”. Alcuni momenti di tensione si sono registrati quando gli addetti alla sicurezza avevano impedito ai cittadini di entrare per assistere alla riunione: successivamente, è stato permesso a una delegazione di occupare gli spalti dell’aula consiliare, da dove si sono levati slogan di dissenso e protesta: “Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa! Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia”. Le altre persone presenti, dopo aver espresso il proprio dissenso per tale disposizione, con alcuni momenti di tensione, sono stati fatti entrare in una sala in cui hanno potuto assistere alla seduta attraverso uno schermo. “Dal 14 agosto viviamo in un limbo e basta poco perché scoppi la tensione. Non ne possiamo più di non sapere quale sarà il nostro destino”, il portavoce del comitato degli sfollati di via Porro, Ennio Guerci. A placare gli animi ci ha provato il sindaco di Genova, Marco Bucci, il quale ha detto ai cittadini di comprenderli ma che “dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l’emergenza. Genova non si è mai fermata, non ha mai dimostrato di essere in ginocchio, una cosa di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi, nessuno è stato lasciato solo dalle istituzioni”. “Entro la fine della settimana prossima credo che avremo i monitoraggi a posto sul ponte – ha detto ancora il sindaco Bucci -. Ma non posso farvi rientrare finché non ho la garanzia della sicurezza, sino a ieri sera 150 famiglie avevano trovato una sistemazione. Ne mancano ancora 116”. Per quanto riguarda il ponte, il primo cittadino ha spiegato che si sta optando per “una burocrazia semplice: andiamo avanti nel fare le cose che i cittadini ci chiedono tutti i giorni. La seduta congiunta è un segnale all’Italia che siamo allineati e vogliamo andare su una strada su cui c’è l’accordo di tutti. Genova ha bisogno del sostegno di tutte le amministrazioni pubbliche per arrivare all’obiettivo di avere una città migliore di prima”. Inoltre, il sindaco della città ha annunciato una grande manifestazione per il 14 settembre per ricordare le vittime del crollo del ponte Morandi, prevista in Piazza De Ferrari. Intanto il presidente della Regione Liguria e commissario per l’emergenza, Giovanni Toti, ha annunciato che «entro 5 giorni Società Autostrade presenterà il piano definitivo per la demolizione del ponte Morandi». «Il piano verrà illustrato alle commissioni tecniche e prima fra tutti alla Procura della Repubblica a cui spetta la decisione di dissequestrare le aree e di arrivare alla verità sulle cause della tragedia», ha aggiunto. Il governatore Toti auspica il superamento del Codice degli appalti e una legge per Genova per intervenire celermente. Gli sfollati sono 556 divisi in 225 nuclei familiari. Le imprese limitate dalla zona rossa sono oltre 1200. Il vicepremier Luigi Di Maio ha dichiarato che le persone sfollate in seguito al crollo del ponte Morandi a Genova “hanno ragione” a protestare per il trattamento ricevuto. “Hanno perfettamente ragione, non si può lasciare la gente in balia dell’elemosina di Autostrade, stiamo mettendo a punto un decreto urgente che, oltre a tante persone abbandonate in Italia, come i terremotati di Ischia e quelli del Centro Italia, affronterà anche il tema di Genova e soprattutto di coloro che sono sfollati e hanno diritto a una casa”, ha detto Di Maio, aggiungendo che per il decreto “è questione di settimane, forse anche di giorni”.

Donato Mulargia

Classe 1998, sardo, amante della sua isola e della vicina Corsica, appassionato di politica internazionale, si è trasferito a Genova per studiare Scienze internazionali e diplomatiche all'Universita degli Studi di Genova.