“Genova è ferita ma non si arrende”: l’Italia si ferma per i funerali di Stato alle vittime della tragedia del ponte

Oggi a Genova è il giorno del dolore, del silenzio, del raccoglimento, della riflessione, della vicinanza ai familiari delle vittime ed ai dispersi, ai feriti, agli sfollati. Sono stati i funerali del dolore immenso per le vittime del crollo di Ponte Morandi a Genova, ma anche quelli degli applausi che hanno fatto da indicatore del sentimento della gente. E se c’è stata una forte acclamazione unanime è stata quella rivolta ai vigili del fuoco. Applausi si sono alzati anche per le forze dell’ordine, dai carabinieri alla polizia alla protezione civile, che in questi giorni hanno lavorato giorno e notte sul luogo della tragedia; ma l’applauso più forte si è udito al passaggio dei vertici dei vigili del fuoco. I vigili del fuoco, dai minuti successivi al crollo di Ponte Morandi, lo scorso martedì, hanno lavorato senza sosta, oggettivamente con coraggio oltre che con professionalità, per salvare vite, recuperare i corpi, rimuovere le macerie, mettere in sicurezza per quanto possibile la zona. E oggi Genova ha espresso tutta la sua gratitudine, con un’enorme dimostrazione di riconoscenza. I funerali di Stato di una ventina di persone morte nel crollo del viadotto Morandi sono stati celebrati oggi poco prima di mezzogiorno dal Cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova, nel padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova. Alla stessa ora, le campane di tutta la città hanno cominciato a suonare a lutto. Le bare presenti alle esequie erano 19, all’ultimo si è aggiunta quella di un cittadino francese, hanno reso noto le autorità comunali. Hanno partecipato alla cerimonia tutte le più altre cariche dello stato a partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in precedenza ha visitato commosso l’area del disastro ed è stato acclamato al suo arrivo. Sono stati applauditi anche i due vicepremier Salvini e Di Maio, mentre sono stati fischiati gli esponenti del Partito Democratico. C’erano anche altri membri del Governo, come il premier Giuseppe Conte ed i presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico. Ad accogliere le autorità è stato il sindaco della città di Genova, Marco Bucci.

A rappresentare le istituzioni europee è stato il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. Alla Fiera sono giunti insieme anche i giocatori delle squadre della città, Genoa e Sampdoria, le cui partite della prima giornata di campionato sono state rinviate. “Il crollo del ponte sul torrente Polcevera ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferita è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati”, ha detto l’arcivescovo della città, il cardinale Angelo Bagnasco, durante l’omelia, ma “Genova non si arrende (…) Noi genovesi sapremo trarre dal nostro cuore il meglio”. Bagnasco ha portato alla folla presente la solidarietà trasmessa anche da Papa Francesco ed è stato interrotto da un lungo applauso quando ha citato l’impegno e “la professionalità dei vigili del fuoco”, intervenuti sul luogo della catastrofe. Un applauso che si è ripetuto quando sono stati letti, uno ad uno, i nomi delle 41 persone uccise dallo schianto, fino “agli ultimi ritrovati non ancora identificati”. Dopo che l’arcivescovo di Genova ha benedetto le salme, a seguire si è tenuta la cerimonia musulmana, alla presenza dell’Imam di Genova, dal momento che tra le vittime vi erano due cittadini di religione islamica. “Siamo vicini a tutti voi, preghiamo perché la pace sia per tutti voi, per l’Italia, per gli italiani”, ha detto l’imam accolto dal lungo e commosso applauso della folla. L’imam ha chiesto a Dio, che “nella sua infinità misericordia per primo ci ha insegnato il valore dei ponti, con il primo ponte simbolico che ha unito il primo uomo e la prima donna creando così l’unione con tutta l’umanità”, di “renderci consapevoli delle nostre responsabilità”. “Chiediamo a lui di accogliere le anime delle vittime e consolare i famigliari. Saprà rialzarsi con fierezza la nostra Genova, Zêna che in arabo significa la bella. Nei nostri cuori, le comunità islamiche di Genova e dell’Italia intera pregano affinché la pace sia con tutti voi e che il signore protegga l’Italia e gli italiani” così l’imam a conclusione della preghiera dedicata a Edi Bokrina di 28 anni e Marius Djerri, di 22 anni, entrambi albanesi di fede musulmana morti nel crollo del cavalcavia.

I funerali di Stato delle vittime di ponte Morandi a Genova hanno avuto un grande seguito anche in Francia e Germania. Le tv d’oltralpe BFM TV, LCI et FranceInfo hanno seguito in diretta le esequie delle vittime.

 

— Donato Mulargia

Foto di Marco Mauro Ujetto/LaPresse, Gregorio Borgia/AP Photo, Piero Crucciati/AFP/Getty Images

 

Donato Mulargia

Classe 1998, sardo, amante della sua isola e della vicina Corsica, appassionato di politica internazionale, si è trasferito a Genova per studiare Scienze internazionali e diplomatiche all'Universita degli Studi di Genova.