E se l’Organizzazione della Francofonia aiutasse… la lingua corsa?

 

Oggi è il 20 marzo, giornata in cui ogni anno si celebra la Giornata internazionale della francofonia, organizzata dall’OIF. Vogliamo prendere spunto da questo avvenimento per parlare di un tema più generale: la diversità linguistica.

L’Osservatorio sulla lingua francese dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia monitora e promuove la diversità linguistica all’interno dello spazio francofono e al suo esterno. Sul sito dell’osservatorio si possono leggere, per esempio, gli studi effettuati sulla coabitazione col francese delle lingue locali di 5 Stati africani; la dichiarazione dei Tre Spazi Linguistici (francofono, ispanofono e lusofono) per il multilinguismo e la multiculturalità a livello mondiale; le iniziative a favore dell’intercomprensione tra le lingue romanze; il progetto Sorosoro che prende il nome da un’espressione tipica di un’isola del Pacifico ricca di una incredibile varietà di lingue.

Se da un lato l’OIF spinge per il mantenimento del francese come lingua amministrativa e universitaria nell’Africa francofona, dall’altro l’organizzazione pone l’accento sui fondi che stanzia annualmente per il sostegno all’insegnamento delle lingue locali nei paesi di quell’area. L’idea è che sotto il cappello dello spazio linguistico francofono coesistano una serie di lingue vive e vitali, che contribuiscono appunto alla diversità linguistica.

Si legge sul sito: “la Francofonia, fin dalle sue origini, riconosce e intende valorizzare questa diversità come una ricchezza, sviluppando numerodi programmi in favore delle lingue nazionali designate come “partner” del francese e alle loro espressioni culturali. Ad esempio, il finanziamento alla realizzazione di grammatiche comparative nel quadro del programma ELAN, premi per le opere originali o tradotte da e verso le lingue nazionali, come il Premio Kadima, e ancora i finanziamenti stanziati per le iniziative editoriali, musicali e audiovisive dai differenti fondi dei progetti gestiti dall’OIF”.

La diversità linguistica come valore da preservare e valorizzare, dunque. E infatti, tra i collegamenti nel sito internet dell’osservatorio dell’OIF si trova anche quello all’atlante Unesco delle lingue a rischio estinzione. La cosa curiosa è che ben 26 lingue in pericolo si trovino in Francia, il paese fondatore e principale finanziatore della Francophonie. Tra queste, il còrso.

Certamente è necessario distinguere le situazioni e i criteri. L’Italia, per esempio, risulta avere 30 lingue a rischio estinzione, ma ha un numero di idiomi locali più elevato e variegato rispetto ad altri Paesi europei. Incuriosisce però che l’OIF non prenda iniziative forti e concrete verso la valorizzazione delle lingue locali e regionali di Francia, così come fa con le nazioni del Pacifico e dell’Africa occidentale. Una lingua corsa “partner” del francese come il wolof o le lingue caraibiche.

La nostra è chiaramente una piccola provocazione, ma un approccio esterno e aperto forse potrebbe davvero spezzare il circolo vizioso instaurato tra Governo centrale ed eletti locali di Corsica, creatosi attorno a un’interpretazione rigida e giacobina dell’art. 2 della Costituzione.