Firenze dal 1865 al 1871: i sei anni da capitale d’Italia

Firenze dal 1865 al 1871 fu capitale d’Italia, ripercorriamo brevemente questo periodo della Storia di Firenze e dell’Italia.

La Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio così comunicò il viaggio del re:

Questa mattina alle ore otto, S.M. il Re [Vittorio Emanuele II ndr] è partito da Torino per Firenze, accompagnato da S.E. il Presidente del Consiglio dei Ministri, Generale Alfonso La Marmora. Vittorio Emanuele II, percorrendo in treno la ferrovia per Piacenza e Bologna, valicati gli Appennini per la via Porrettana da poco inaugurata, giunse a Firenze alle 22.30 circa. La stazione era sfarzosamente addobbata e illuminata: le autorità cittadine lo stavano attendendo. Le cronache narrano di un clima particolarmente festoso e accogliente con l’abbraccio fra il re e l’anziano, autorevole senatore Gino Capponi, ormai cieco. Le carrozze del corteo percorsero le vie del centro fino a Palazzo Pitti, fra due ali di folla festante; le torce illuminavano a giorno l’intero percorso.

 

Palazzo Pitti, palazzo reale di Vittorio Emanuele II dal 1865 al 1871

Nel periodo “fiorentino” della capitale d’Italia si susseguirono ben otto governi e cinque presidenti del consiglio:

  • Il generale torinese Alfonso La Marmora, alla guida di due governi dal 1864 al 1866
  • Il fiorentino Bettino Ricasoli, alla guida di un governo dal 1866 al 1867
  • L’alessandrino Urbano Rattazzi, alla guida di un governo nel 1867
  • Il savoiardo Luigi Federico Menabrea, alla guida di tre governi dal 1867 al 1869
  • Il casalese Giovanni Lanza, alla guida di un governo dal 1869 al 1873, durante il suo governo vi fu la Breccia di Porta Pia nel 1879 e lo spostamento definitivo della capitale a Roma nel 1871

Durante questo breve periodo dal 20 giugno al 12 agosto 1866 ci fu la Terza Guerra d’Indipendenza con l’annessione di quasi tutto il Veneto, della provincia di Mantovae di gran parte del Friuli ( attuali province di Udine e Pordenone) al Regno d’Italia e l’ingresso del Re d’Italia Vittorio Emanuele II a Venezia il 7 novembre 1866 dopo il trattato di pace di Vienna, il plebiscito e l’annessione.

Qualche anno dopo il 15 novembre 1869, il missionario, esploratore e agente del governo italiano, il ligure Giuseppe Sapeto acquistò dai sultani fratelli Ibrahim e Hassan ben Ahmad, per la somma di seimila talleri di Maria Teresa, da versare entro 100 giorni, un territorio lungo circa 6 km tra il monte Ganga e il capo Lumah per la Società di navigazione Rubattino di Genova di copertura per il governo italiano: era nato ufficialmente il colonialismo italiano in Africa e nel 1882 nacque la prima colonia sulla sponde del Mar Rosso: Assab e nel 1890 la colonia dell’Eritrea con capoluogo Massaua dal fino al 1897 e poi Asmara dal 1897.

Ecco i palazzi sede del Senato, della Camera e del Presidente del Consiglio:

Gli Uffizi sede del Senato del Regno
Il Salone dei Cinquecento a Pazzo Vecchio sede della Camera dei Deputati
Palazzo Medici Riccardi, sede della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Interno

 

Firenze, nuova capitale d’Italia e la “Guida Pratica Popolare di Firenze” pubblicata nel 1865 dalla Tipografia Letteraria di Piazza San Carlo a Torino, tra le notizie utili e consigli ad uso dei funzionari, dirigenti e impiegati sabaudi in procinto di essere trasferiti a Firenze, sotto il pudico titolo “Innominabili”, l’opuscolo offre loro questa rassicurante informazione:

Come lascito del suo periodo da Capitale italiana, Firenze è sede dal 1864 dell’Istituto Geografico Militare, l’istituto geografico dello stato italiano nato a Torino nel 1861.

A questo breve ma importante periodo della storia di Firenze in occasione del 150° anniversario dello spostamento da Torino a Firenze della capitale d’Italia è stato dedicato un francobollo nel 2015:

 

Francobollo per i 150 anni di Firenze capitale