La festa di San Ghjisè a Bastia

Ogni anno, la festa del San Ghjisè riunisce a Bastia una folla considerevole.

La « San Ghjisè » è prima di tutto una festa religiosa. Come ogni anno il 19 marzo, i bastiacci vengono ad onorare San Ghjisè, San Giuseppe, protettore dei falegnami e Santo Patrono della città, portando la sua statua in processione nelle vie e viuzze di Bastia, fino alla cattedrale Santa Maria

DSC09989

I Bastiacci dimostrano una devozione particolare a questo Santo che è onorato anche per il suo ruolo di protettore della Famiglia. Fondato nel 1626 dall’Ordine dei Servi di Maria, il convento di San Ghjiseppu ha la particolarità di appartenere alla popolazione del quartiere.

L’arciconfraternità del San Ghjisé occupa i luoghi che ha restaurato e che mantiene con cura.

I membri dell’arciconfraternità, una delle più importanti di Bastia, vestiti di blu e di nero, presiedono a questa manifestazione religiosa alla quale i bastiacci assistono in gran numero.

Si dice che durante la processione, Ghjisé faccia visita a Maria, la sua celeste sposa.

Mischiando profano e sacro, questa festa dà adito alla degustazione dei famosi “panzarotti”, succulente frittelle con farina di ceci o riso, preparate solo in questa occasione.

I Panzarotti (frittelle di San Ghjisé) fanno parte della tradizione Bastiaccia. Il giorno della San Ghjisé, il quartiere di San Ghjisé è chiuso al traffico, e parecchi donne si preparano, munite di una friggitrice, e fanno i “Panzarotti” davanti ai passeggiatori. Il riso utilizzato questo giorno è considerato come un simbolo di purezza, di vita e di abbondanza.

La ricetta tradizionale utilizza la farina di ceci, ma viene sostituita sempre più dal riso.

I Panzarotti (frittelle di San Ghjisé)

DSC00045Tempo di preparazione: 20 min + 1 ora circa riposo per l’impasto

Cottura: 4 a 5 min per serie di frittura

Ingredienti:

  • 100g di riso

  • 300 g di farina*

  • 4 uova

  • 20 g di lievito del panettiere

  • 1 cucchiaiata di olio di oliva

  • 1 piccolo bicchiere di acquavite

  • scorza di limone grattugiato

  • sale, zucchero per cospargere

  • olio di frittura

(*Se li fate con la farina di ceci, bisogna sopprimere il riso. Gli altri ingredienti restano immutati)

Procedimento:

Fate cuocere il riso in abbondante acqua bollente salata. Scolatelo, si può fare cuocere anche il riso nel latte. Diluire il lievito in un bicchiere di acqua tiepida. In una ciotola, mettere la farina e il sale. Versare l’acquavite, l’olio ed il lievito diluito. Mescolare per rendere l’impasto omogeneo e lasciarlo riposare per un’ora.

Al momento di cuocere le frittelle, far scaldare l’olio di frittura. Aggiungere all’impasto i tuorli d’uovo e mescolare delicatamente il tutto.

Con un cucchiaio, formate delle frittelle e mettetele nell’olio bollente. Scolatele quando sono gonfie e ben dorate, innalzatele su una compostiera e cospargertele di zucchero. Mangiatele calde!!!

Un bel modo per iniziare la Settimana Santa in Corsica.

.

Lucie Gaspari

Lucie Gaspari di San Fiurenzu in Corsica, prima di tutto isolana e libera, professoressa di musica, nel terzo anno di studi di lingua italiana all'Università di Corte, ma anche mamma di un bel ragazzo di 16 anni. Appassionata di musica tradizionale, di scrittura, di cultura, di natura, di fotografia, di gastronomia, ma soprattutto di tutto ciò che riguarda l'Italia.

Lucie Gaspari

A proposito di Lucie Gaspari

Lucie Gaspari di San Fiurenzu in Corsica, prima di tutto isolana e libera, professoressa di musica, nel terzo anno di studi di lingua italiana all'Università di Corte, ma anche mamma di un bel ragazzo di 16 anni. Appassionata di musica tradizionale, di scrittura, di cultura, di natura, di fotografia, di gastronomia, ma soprattutto di tutto ciò che riguarda l'Italia.

Vedi tutti gli articoli di Lucie Gaspari →