Corsica sempre più vecchia: il 40% della popolazione attiva cesserà di lavorare entro il 2030

La Corsica è una delle regioni con molti anziani. 1 persona su 3 ha più di 60 anni. Un invecchiamento demografico che costituisce una sfida per il rinnovamento della popolazione attiva regionale.

Non è proprio una sorpresa. La piramide dell’età, in Corsica, non è affatto rassicurante. La popolazione è piuttosto anziana e la questione del rinnovamento della popolazione attiva è un vero problema per gli osservatori. Sull’isola, il 25 % della popolazione ha tra 0 e 24 anni, il 45 % ha tra 25 e 59 anni e il 30 % ha più di 60 anni.

Una cifra dice molto di più…
L’11% delle persone vive in Corsica ha anche più di 75 anni. Una sfida per l’equilibrio finanziario del sistema pensionistico, le proiezioni dell’Insee per il 2030 sono piuttosto preoccupanti per l’economia insulare.  Nei prossimi dieci anni, 50.250 persone potrebbero andare in pensione. Una cifra spettacolarmente preocupante, riportata alla popolazione attiva: Si tratta del 40 %, ossia di 4 attivi su 10.

Tuttavia, la Corsica non è lontana dalla tendenza nazionale e dalle altre regioni.

Carte de France des cessations d'activités par région d'ici 2020 / © Insee

Si potrebbe essere tentati dal vedere il lato positivo e di immaginare, un po’ frettolosamente, che sarebbe una manna per le persone in cerca di lavoro, e le cifre della disoccupazione.
Ma l’Insee si prende cura di precisare che non sarà necessariamente così:

“Il numero di cessazioni degli attivi non implicherà simmetricamente un volume di posti disponibili identico. La crescita differenziata dei settori, gli incrementi di produttività e il progresso tecnologico sono tutti fattori che possono trasformare le professioni e la domanda di lavoro delle imprese entro il 2030.”

In parole povere, il vero problema sarà il numero di nuovi pensionati e il numero di nuovi arrivati nella vita attiva per finanziare queste pensioni.

ILLUSTRATION / En 2018, les retraités avaient manifesté pour dénoncer les conditions de leur retraite / © LOIC VENANCE / AFP

Nessun settore sarà risparmiato

Non sorprende che saranno i settori pubblici, come l’amministrazione e l’istruzione, ad essere maggiormente colpiti, principali fornitori di posti di lavoro sull’isola. Anche il settore sanitario sarà ampiamente interessato.
Una prospettiva tanto più preoccupante in quanto l’invecchiamento della popolazione rischia di accrescerne ulteriormente le esigenze. La professione di medico sarà la più colpita, con il 56% dei medici attualmente in attività andranno in pensione nei prossimi dieci anni.
Gli assistenti, gli infermieri e le ostetriche, che beneficiano di un’età media più giovane, saranno meno colpiti. (meno del 35% dei pensionati).

Edilizia, commercio, turismo, nessun settore sarà risparmiato.

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Un invecchiamento della popolazione che dovrebbe confermarsi

Il 2030 è tra dieci anni.  Ma dieci anni, su scala sociale ed economica, è uno schiocco di dita, un lasso di tempo che può sembrare breve per riuscire a invertire la tendenza. Tanto più che l’Insee non lascia immaginare un futuro ringiovanimento della popolazione.

Secondo l’Istituto Nazionale, non abbiamo ancora visto niente. Nel 2050 la Corsica conterà 1.500 centenari, otto volte il 2013. Non è molto rassicurante, in un momento in cui il governo sta affrontando il tema, quanto mai sensibile, delle pensioni.
La Francia è in protesta, preoccupata di come, tra qualche anno, le nuove generazioni potranno pagare le pensioni dei più anziani…

 

Fonte: France 3 Via Stella