Corsica da amare – Parte 7

Rimasi pietrificata, non riuscivo a parlare, i battiti del cuore cominciarono ad accelerare, sentivo la musica rimbombare nella testa e mi cadde a terra il bicchiere. Mentre tutti continuavano a parlare senza accorgersi di nulla, arrivò il momento delle presentazioni.
Larse: <<Kaj, lei è …Anna giusto?>>
Ci guardammo stupiti e sconcertati. Avevo perso del tutto la salivazione; tesi la mano e mi presentai facendo finta di niente.
<<Anna, cosa fai qui?>> disse Kaj sorridente e sorpreso quanto o forse più di me <<Sono qui per lavoro… tu in vacanza immagino…>> ricambiai con un sorriso imbarazzato e fu a quel punto che le mie amiche capirono che era lui: il famoso Kaj di cui avevano sentito parlare per tanti anni, ma che non avevano mai conosciuto. 27
Si avvicinò dandomi un bacio sulla guancia e in quell’ istante arrivarono tre ragazze, anche loro svedesi, che si premurò immediatamente di presentare:

Rebecca, Lotta e Ulrika. Bionde, occhi chiari, incarnato bianco; tre tipiche bellezze nordiche, escluso Lotta che era più bassa di me e se non fosse stato per la sua pelle di porcellana, sarei sembrata più svedese io di lei.
Giusto il tempo di scambiare due parole, dopodiché, Ulrika trascinò Kaj a ballare.
Lui, un po’ seccato per l’ insistenza della ragazza, mi salutò dicendomi che ci saremo visti dopo.
Le mie amiche si avvicinarono immediatamente.
<<Ho bisogno di bere! …Vi giuro che questa proprio non ci voleva!>>
Mi sentivo devastata e l’unica cosa che desideravo era allontanarmi al più presto da li, anche se mi dispiaceva abbandonare la festa tutte insieme, senza una reale motivazione. Cristina e Laura rimasero in spiaggia in compagnia degli svedesi, io e Barbara ci dirigemmo a piedi verso la Cittadella di Calvi.
<<Barbara, spiegami perché con tutti i posti che ci sono al mondo…proprio in Corsica doveva venire?>> dissi, dopo il terzo gin tonic e lievemente alticcia.
Sedute al tavolino di un bar della Cittadella, continuavo a parlare, con la testa che mi girava sempre di più. Barbara cercava inutilmente di consolarmi e di assecondarmi, visto il mio stato d’ animo.

Calvi, fondata dai Genovesi e abitata da famiglie liguri, ottenne dei privilegi dalla signoria genovese per la sua fedeltà alla repubblica; fedeltà che appare ancora nel suo motto (Civitas Calvi semper fidelis, La città di Calvi sempre fedele).

<<Domani partiamo e andiamo al sud, qui non ci sto, non voglio più vederlo neanche per sbaglio…hai visto quella Ulrika, dopo cinque minuti che parlavamo è venuta a prenderselo>>
Barbara: <<Anna, non è normale avere una reazione così, sono passati parecchi anni da quando vi siete lasciati. Magari non lo rivedi più e poi Ulrika potrebbe essere solo un’ amica… rientriamo in hotel, hai bisogno di una bella dormita>>
Ci alzammo. Ero sempre più brilla e Barbara cercava di reggermi per evitare di farmi cadere a terra.
<<Bè…cosa avete da guardare? Tutti stronzi gli uomini!>> mi rivolsi a un paio di militari della legione straniera che passavano di lì e notando il mio stato, chiaramente alterato, si avvicinarono. Nel momento in cui cercai di salire su un muretto che si affacciava sulla città, vennero in soccorso aiutando la povera Barbara a tirami giù. Chiesero che cosa stesse accadendo e se ci occorreva aiuto. Barbara cercava in tutti i modi di minimizzare la cosa, nonostante continuassi ad insultarli e ad ondeggiare come un ubriaco appena uscito da un’ osteria. Per non incorrere in ulteriori guai, Barbara raccontò ai militari il motivo della mia sbronza; loro inteneriti ci accompagnarono in hotel con l’auto militare.

La mattina seguente mi svegliai con un mal di testa pazzesco, ricordavo solo la parte più significativa della serata, il resto nebbia totale.
A colazione, nessuna di noi parlava e Cristina non era presente. Laura moriva dalla voglia di commentare la serata; infatti dopo la seconda fetta biscottata con la marmellata di fichi, disse: <<Anna mi spiace per ieri sera…sai pensavo che magari Kaj…>>
<<Ti prego Laura non ne voglio parlare, facciamo finta che non sia successo niente>> risposi ancora stordita dalla serata, mentre sorseggiavo il terzo caffè. Tutta la giornata ero stata occupata da impegni di lavoro e cercavo di distogliere il pensiero da Kaj e da quello che era successo la sera prima.
Barbara e Laura erano andate a vedere gli splendidi paesini dell’ entroterra, uno tra i più conosciuti era Pigna.
Un grazioso villaggio dalle finestre con le persiane azzurre e dai balconi fioriti, abitato da artisti e da artigiani che avevano aperto botteghe dove si potevano acquistare prodotti artigianali tipici.
Ogni anno nel mese di luglio si svolge  “Estivoce”,  un festival famoso di musica e vecchie canzoni. Il villaggio ospita nel suo auditorium anche importanti concerti polifonici corsi. Da non perdere Sant’ Antonino, uno dei villaggi più antichi della Corsica, da dove si può godere di un panorama a 360 gradi dalla collina al mare.
<<Pronto?>>
Cristina: <<Ciao Anna, dove sei?>>
<< Sono a Calvi, sto aspettando Sylvie una guida turistica …ma tu piuttosto dove sei?>> 30
Cristina: <<Sono sulla spiaggia di Ile Rousse, con Larse. Ti devo raccontare…una notte di fuoco!>>
<<Immaginavo Cri, io una notte e una serata da dimenticare. Se volete mangiare qualcosa al volo, andate al mercato coperto, all’ inizio della zona pedonale. Trovate formaggi, prosciutti, frutta…è un’esperienza visiva e olfattiva da non perdere>>
Cristina: << Ok , ci vediamo più tardi in hotel>>
Ile Rousse è considerata la cittadina più animata della Balagna; c’ è vita tutto l’anno. Nella zona pedonale si possono trovare negozi e diversi ristoranti, una lunga passeggiata che costeggia il mare e arriva sino al Faro Pietra e al piccolo porto.
<<Ciao Jean Francoise, vado a fare una corsetta>>
Jean F: << Dove vai? Vieni qui a bere un bicchiere vino corso!>>
<<Grazie, ma no…ho già dato ieri sera>>
Con la mia tenuta da jogging e cuffiette, pronta a scaricare un po’ di tensione accumulata, salutavo Jean Francoise. La corsa e la camminata veloce erano un vero toccasana. Proprio mentre stavo correndo, lasciando il centro di Algajola e guardando il mare, con la mia musica preferita scaricata su spotify, mi sentì chiamare.
Quando mi fermai, vidi dietro di me Kaj.
<<Ciao, anche tu qui? A correre? Ma non eravate a Calvi?>>
<<No, siamo qui in questi bungalow sulla spiaggia di Aregno>> rispose, indicando il residence poco distante da dove eravamo.
Che fortuna pensai… e ripresi a correre insieme a lui.
<<Ti faccio compagnia, mi è dispiaciuto l’altra sera che sei andata via…ma raccontami un pò di te, sono sedici o diciotto anni…credo, che non ci vediamo>>
<<Caro Kaj, ho poco da dire …o forse…non ho voglia di dire, scusa ma devo tornare indietro, mi è venuto in mente che ho un appuntamento di lavoro. Ciao.>>

Andai via di corsa, senza dargli il tempo di dire una parola. Probabilmente non si rendeva conto che rivederlo, per me era come se si fosse riaperta una ferita che aveva impiegato del tempo a rimarginare.
Quella sera, andammo a cena al ristorante “U Spuntinu” di Ile Rousse, avevamo bisogno di un po’ di tempo per raccontarci gli ultimi avvenimenti. Volevo che assaggiassero la vera cucina corsa e Amandine, la proprietaria, usava prodotti a chilometro zero. Oltre all’ ottima cucina, tutto ispirava ad una serata all’ insegna di confidenze tra amiche.
Barbara: <<Allora Cri, moriamo dalla voglia di conoscere i dettagli della notte con lo svedese>>
Laura: <<Intanto un bel brindisi…a noi e alla vacanza!>>
<<Cin Cin!>>alzammo i calici, pronte per il racconto.
Cristina sembrava un fiume in piena, raccontava di quella notte trascorsa con Larse con gli occhi che le brillavano; ascoltavamo con una curiosità bramosa.
Laura: << Quindi anche se è nordico, non è freddo? >>
Barbara: <<Ha…ha…Cri vuoi dire che l’ unico vichingo siciliano, l’ hai trovato tu? Che culo!>>
Interruppe l’ animata conversazione Amandine, che arrivò con un grande piatto degustazione: vitello stufato con le olive, cannelloni al Brocciu, melanzane gratinate alla castagna, frittelle di zucchine…insomma una cena leggera.
Cristina:<<Tutto assolutamente delizioso!>>
<< Se lo dici tu che sei una cuoca…>> affermai gustando i cannelloni al Brocciu, il mio piatto preferito.

Il Brocciu è un prodotto tradizionale còrso presente in tantissimi piatti tipici dell’isola. E’ un formaggio di latte di pecora, a volte anche di capra, simile alla ricotta, la cui particolare tecnica di produzione è stata tramandata da còrso a còrso fin dall’Ottocento. I Còrsi sono così legati a questo formaggio tanto che lo chiamano “casgiu nazionale” (formaggio nazionale) e sostengono che “chi non conosce il brocciu non conosce l’isola”. 

<<Oggi ho avuto un brutto incontro mentre correvo…indovinate un po’ chi ho visto?>>
Barbara: << Cosa ti ha detto?>>
<<Niente di che, perché l’ ho tagliato>>
Cristina: <<Comunque Larse dice che voleva salutarti…parlarti, ma non c è stato modo. Perché sei andata via?>>
<<Non credo ci sia molto da dire>>
Barbara rivolgendosi a Cristina: << Ma una di quelle tre ragazze è la sua fidanzata?>>
Cristina: <<Si è fidanzato con Ulrika…comunque provo ad indagare meglio con Larse sul loro rapporto>>
<<Lascia stare Cri! Cosa c’ è da indagare?>>
La conversazione venne interrotta da una video chiamata di Gabriella; una nostra amica di Genova, che oltre a chiedere notizie sull’ andamento della nostra vacanza, mi informava di aver visto Luca con una ragazza.
<<Bene! Un fidanzato a Genova in pausa di riflessione che dice di amarmi ma esce con un’ altra; un ex fidanzato che sedici anni fa non mi ha voluta e che appare improvvisamente dal nulla e pure con la fidanzata…direi che questo non è il mio momento!>>
Laura: <<Sai che ti dico? Fregatene e ordiniamo i dolci. Questo Fiadone mi ispira, che cosa è?>>
<<E’ un dolce tipico molto buono, l’ ingrediente principale è il Brocciu>>
Laura guardò il cellulare e disse: <<Mi ha scritto Adrien, Monsieur Orezza, domani viene a Calvi e mi chiede di vederci, Wow! Mi invita in barca…ma io sola con lui non mi fido >>
Squillò il telefono, Laura rispose ed uscì dal ristorante. Dopo dieci minuti, rientrò sorridente, comunicandoci che Adrien invitava tutte noi in barca.
<<Grande Lauretta, tra l’altro domani è domenica, quindi non lavoro!>>


Credit: OTI Calvi – Balagne (aut. 8 settembre 2020)

Fulvia Ottonello

Grande appassionata di viaggi! Vive a Genova, da sempre lavora nel settore turistico, dove ha maturato diverse esperienze; dalla Hostess su navi da Crociera in America e Isole dei Caraibi a assistente turistica in Spagna a impiegata in agenzia di viaggio con mansione di vendita e programmazione. Oggi è responsabile di prodotto e contract manager per un Tour Operator genovese sulla destinazione Corsica, isola che conosce e ama da più di 15 anni e che considera la sua seconda casa.

Avatar

A proposito di Fulvia Ottonello

Grande appassionata di viaggi! Vive a Genova, da sempre lavora nel settore turistico, dove ha maturato diverse esperienze; dalla Hostess su navi da Crociera in America e Isole dei Caraibi a assistente turistica in Spagna a impiegata in agenzia di viaggio con mansione di vendita e programmazione. Oggi è responsabile di prodotto e contract manager per un Tour Operator genovese sulla destinazione Corsica, isola che conosce e ama da più di 15 anni e che considera la sua seconda casa.

Vedi tutti gli articoli di Fulvia Ottonello →