Corsica da amare – Parte 6

Mentre in auto ci allontanavamo da Bastia per raggiungere la regione della Balagna, Laura ci raccontò del suo appuntamento con Adrien e di quanto fosse stata interessante la visita alla fonte.

Nel cuore di un castagneto secolare già note agli antichi romani, le acque minerali naturali effervescenti di Orezza sorgono nel cuore della maestosa Castagniccia. Autorizzata da un decreto ministeriale del 25 aprile 1856, l’acqua termale ricchissima di ferro, curava i casi di anemia, i disturbi del sistema nervoso, la malaria, le affezioni del fegato e dei reni. Oggi riservata alla tavola, l’acqua di Orezza fa parte del patrimonio comune di tutti i corsi.

Lui le aveva raccontato di essere separato con tre figli, viveva tra la Corsica e Saint Tropez e l’aveva invitata a rivedersi.

Un vero gentleman diceva lei, ma con il fatto che giravamo tutta l’isola, non si erano dati un vero e proprio appuntamento, ma si sarebbero sentiti al cellulare.

Cristina guidava e io al posto del secondo pilota davo le indicazioni sul tragitto. Era buffo il fatto che nessuna di loro sapesse esattamente la destinazione, e questo rendeva il viaggio ancora più unico ed emozionante.

Cristina: <<Poco fa, Larse mi ha mandato un messaggio, chiedendomi dove siamo e quando ci possiamo vedere. Lui e gli altri suoi amici svedesi sono a Calvì>>

<<Perfetto, noi stiamo andando ad Algajola…a pochi chilometri da Calvì>>

Cristina felice come una bambina mentre sfascia i regali il giorno di Natale, esultò dalla gioia e noi insieme a lei.

<<Ci fermeremo ad Algajola qualche giorno, quindi Cri sicuramente riuscirete ad organizzarvi. Che strano, quella appassionata del nord Europa sono sempre stata io>> dissi alzando gli occhi al cielo.

In effetti la Svezia mi era rimasta nel cuore e le mie amiche lo sapevano bene.

All’ età di 23 anni, durante la mia permanenza di lavoro in Spagna, esattamente nell’ Isola di Maiorca nelle Baleari, avevo conosciuto un ragazzo svedese che purtroppo mi spezzò il cuore e questa cosa non mi era mai andata giù. Ero sempre stata io a decidere se e come troncare una storia e il fatto che lui mi confidò dopo avermi illusa, di essere ancora innamorato della sua ex, per me era stato un duro colpo. Infatti quando sul traghetto avevo sentito parlare svedese, avevo riconosciuto quasi subito l’accento, con un conseguente attimo di nostalgia.

Durante il trasferimento in auto, l’argomento principale era Larse (lo svedese) e Adrien, soprannominato Monsieur “Orezza”.

Quando sentimmo alla radio la canzone di Giusy Ferrero “Amore e Capoera”…cantammo a squarciagola, felici e spensierate.

Poco prima di arrivare a Ile Rousse, c’è un punto esatto dove improvvisamente appare a chi percorre questo tratto di strada, un paesaggio che sembra un dipinto. Un’ immensa baia di mare blu, circondata da suggestive montagne. Un punto di sosta panoramico, con appollaiato sulla scogliera un piccolo baretto dove si può godere di una vista mozzafiato sorseggiando un drink.

In lontananza si intravede Ile Rousse Isula Rossa in Corso, con il suo faro che svetta sopra il piccolo porto.

Ad attenderci, all’ hotel Saint Joseph di Algajola, c’era Jean Francoise: “l’ uomo più corso della Corsica”.

Un tipo davvero unico, parlava un misto tra il dialetto corso, sardo e francese, non si riesce a dargli un’ età, forse una settantina portati molto bene, magro, statura media con occhi vispi e con una grande passione: le donne.

L’anno prima avevo prenotato una vacanza presso il suo hotel a mia cugina Letizia con il fidanzato e Jean Francoise era rimasto talmente colpito dalla mia bella cugina, che tutte le volte che ci sentivamo al telefono per lavoro, mi chiedeva immancabilmente di lei, sostenendo che il suo fidanzato non era adatto a Letizia e rinnovando sempre l’ invito nel suo hotel per un periodo indefinito ovviamente gratis. Pensare che quando parecchi anni prima gli proposi di lavorare con la mia agenzia di viaggio, mi rispose tassativamente NO. Ovviamente non mi arresi, non potevo perdere un hotel così autentico e gestito da persone altrettanto autentiche come lui e il figlio Jojò.

Algajola è uno dei posti che amo maggiormente dell’ isola, un piccolo e tranquillo borgo fondato dai genovesi nel 1450. Ottimo per chi cerca la tranquillità, ma nello stesso tempo gli amanti della movida possono trovare a pochi chilometri Ile Rousse e Calvì.

Quando Jean Francoise vide le mie amiche gli si illuminarono gli occhi e come al solito ci diede un caldo benvenuto aprendo una bottiglia di ottimo vino Corso.

Non mancarono le battute e le risate, soprattutto quando gli comunicai che mia cugina Letizia si era lasciata con il fidanzato. Lui disse:

<< L’avevo detto, dille che l’aspettu!>>

Sapevo che le mie amiche lo avrebbero trovato simpaticissimo, come del resto tutti i cliente che gli avevo mandato negli anni.

Nel primo pomeriggio, andammo a crogiolarci al sole nella splendida spiaggia di Aregno, il nostro primo bagno in mare con una leggera brezza marina che invitava al relax totale.

Cristina: <<Più tardi andiamo a Calvi?>>

<<Si, a Calvi c’ è un evento molto importante “Calvi On the rocks”, un’ intera settimana dedicata alla musica di tutti i generi, con feste e spiagge adibite a discoteca. Ci sono deejay di fama internazionale!>>

Barbara:<<Cri allora avvisa lo svedese, stasera grande incontro>>

Cristina si affrettò ad inviare un messaggio su whatsapp a Larse. Le lasciai in spiaggia e ritornai in albergo dove mi aspettava Jean Francoise per discutere i dettagli del gruppo che avrebbe soggiornato qualche notte nel suo hotel.

<<Ragazze per le 18.00 dobbiamo essere a Calvì, l’aperitivo al tramonto ci attende! Ci vediamo dopo>>

Durante il tragitto tra la spiaggia e l‘hotel, mi soffermai più volte ad ammirare il panorama. Si respirava un’ atmosfera di pace, mi sentivo serena e sempre più distante da Luca, non solo fisicamente. L’avevo sentito al telefono, ci eravamo scambiati solo qualche messaggio.

Nella piazzetta principale dove sorge l’antico castello, ora trasformato in ristorante, incontrai Pascale, la cugina di Jean Francoise, anche lei proprietaria di un hotel, con il quale lavoravo da tempo. Mi accordai che sarei passata a trovarla nei giorni successivi.

Abbronzate e con un po’ di tacco eravamo belle e pronte per la nostra serata a Calvì on the Rocks. Cristina era visibilmente agitata per l’ incontro con Larse e mentre sorseggiavamo uno spritz da un bar del porticciolo, con vista sulla Cittadella, lei continuava a guardarsi intorno e a controllare ripetutamente il cellulare.

Laura:<<Ho letto che dovrebbe esserci addirittura il cantante Lewis Capalbi, mi piace molto>>

Barbara:<<Caspita ma qui è il regno del divertimento e della musica!>>

<<Poi ci spostiamo verso la spiaggia, guardate si vede la gente ballare>>

Cristina non curante dei nostri discorsi disse, mentre guardava il cellulare:

<<Mi ha scritto Larse, sono tutti in spiaggia, gli rispondo di aspettarci lì ok? Prima però vado a sistemarmi un attimo il trucco. Cosa dite come sto?>>

Quella sera eravamo particolarmente in forma, l’aria della Corsica ci aveva rinvigorite. Eravamo due bionde, io con gli occhi verdi e Barbara con occhi azzurri, e due more, Laura e Cristina con occhi nocciola. Cristina per l’occasione si era messa i tacchi alti e un abito floreale molto carino; Laura con i sui soliti tacchi ed un vestito attillatissimo bianco, che dava risalto alla sua carnagione olivastra, favorita anche dall’ abbronzatura; io un vestito nero che è da sempre un buon contrasto con il biondo dei capelli e sandali con tacco alto; Barbara in pantaloni larghi e una camicetta colorata, lei con i sandali bassi, essendo alta poteva permetterselo. Diciamo che non passavamo inosservate, e anche i militari della Legione straniera che incontravamo in giro per Calvì, nonostante la loro ineludibile compostezza, si giravano a guardarci.

Calvì ospita il secondo reggimento paracadutisti della Legione Straniera. Ho sempre trovato questo corpo militare affascinante e pieno di mistero. Mi sarebbe piaciuto poter intervistare un legionario, per capire il motivo che porta a una scelta di vita così estrema.

La lunga spiaggia di Calvì era colma di ragazzi e ragazze di differenti nazionalità che ballavano stimolati dalla musica dei diversi deejay, in un’ atmosfera di festa e di spensieratezza. Anche noi ci lanciammo nelle danze, ma Cristina, ricevendo un messaggio sul cellulare, si allontanò in fretta per andare da Larse.

Poco dopo andammo in uno dei tanti chioschi sulla spiaggia a prendere qualcosa da bere e mentre eravamo al bancone del bar per ordinare qualcosa di dissetante, vidi avvicinarsi Cristina con Larse e gli altri svedesi conosciuti sul traghetto, ma con loro c’erano anche altri amici.

Mentre Barbara e Laura salutavano Larse e gli altri e si presentarono ai loro amici svedesi, con il bicchiere in mano mi voltai e…mi venne un colpo.

Davanti a me c’era lui: Kaj, lo svedese che sedici anni prima mi aveva spezzato il cuore.

***

Copertina: Bastia dal mare, copyright Bastia-Tourisme.com (aut. 10/8/2020)

Fulvia Ottonello

Grande appassionata di viaggi! Vive a Genova, da sempre lavora nel settore turistico, dove ha maturato diverse esperienze; dalla Hostess su navi da Crociera in America e Isole dei Caraibi a assistente turistica in Spagna a impiegata in agenzia di viaggio con mansione di vendita e programmazione. Oggi è responsabile di prodotto e contract manager per un Tour Operator genovese sulla destinazione Corsica, isola che conosce e ama da più di 15 anni e che considera la sua seconda casa.

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A proposito di Fulvia Ottonello

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