Corsica da amare – Parte 10

Si distese esausto nel letto accanto a me, con la faccia rivolta verso il soffitto e socchiuse gli occhi.

Kaj: <<Sai quante volte ho pensato a te e avrei voluto chiamarti o scriverti ? Volevo giustificare il mio comportamento. Quando sono rientrato a Stoccolma, ho rivisto la mia ex Amanda e mi sembrava davvero cambiata.

Quando sei arrivata tu ero davvero felice, anche se sapevo che la nostra relazione non sarebbe stata facile; io in Svezia tu in Italia. Forse rivedendo Amanda, così apparentemente diversa, si è riaccesa in me la speranza che potesse funzionare e sono entrato in forte confusione. Da lì a poco, morì suo padre e mi sentivo in dovere di starle vicino. Credimi ti volevo, ma ero ancora troppo legato lei, e…not go on…Anna, non dici niente?>>

Kaj non sentendo rispondere si girò verso di me, ma dormendo profondamente non sentii nulla del suo discorso.

Gli scappò un sorriso e mi accarezzò dolcemente il viso e le labbra. Nel dormiveglia mi girai verso di lui e lo baciai. Un bacio dolcissimo che lo lasciò esterrefatto. Incosciente di quello che avevo fatto, mi voltai e continuai serenamente a dormire come un angioletto.

Verso le cinque del mattino il canto di un gallo interruppe il mio sonno. Non capivo perché i galli non dormissero almeno sino alle sette e perché dovessero proprio cantare. Un bel canto a mezzogiorno avrebbe dato più soddisfazione alla categoria dei galli, oltre tutto, a quell’ ora avrebbero avuto sicuramente un pubblico di ascoltatori più vasto.

Aprì gli occhi a mò di fessura e vidi che ero appoggiata con la testa sul dorso nudo di Kaj, con il suo braccio che mi cingeva, insomma posizione da post sesso. Sbarrai gli occhi di colpo, lui dormiva candidamente e pensai: “Ma vuoi vedere che è successo qualcosa e non me ne sono resa conto?”. Provai a staccarmi, ma lui mi riabbracciò. Mi accorsi però che indossavo la maglietta, ma non i pantaloni…e non mi ricordavo nulla. Richiusi gli occhi e mi riaddormentai, forse stavo solo sognando.

Alle sette, sentii una mano sfiorarmi il braccio. Mi voltai e vidi Kaj sorridente:

<<God morgon vacker italiensk flicka>> che significa “Buongiorno bella ragazza italiana”.

Lo guardai, misi la testa sotto il cuscino e dissi:

<<Buongiorno…ti prego, dimmi cosa è successo>>

Kaj con tono soddisfatto: <<E’ stato fantastico, complimenti con gli anni sei migliorata.>>

Tolsi la testa da sotto il cuscino e mi sedetti con le mani davanti al viso.

<<Ti prego dimmi che non è vero>>

Kaj: <<No no, tutto vero, tra l’altro quando abbiamo brindato in camera con quel vino fruttato che ti piace tanto…dopo che ho messo nel bicchiere la polverina che uso io, quella che del resto che ho usato anche a Maiorca, lì hai dato il massimo…>>

<<Scemo! Mi hai fatto prendere un colpo; per un’ istante ci stavo credendo.>>

Gli lanciai il cuscino.

Kaj: <<Sono troppo gentleman, non approfitterei mai di una donna ubriaca>>

<<Vestiamoci e andiamo, ho bisogno di un caffè, togliamo il disturbo…e poi c’è Ulrika che ti aspetta.>>

Cloè che era già sveglia, ci preparò un’ abbondante colazione, con tutti i prodotti della tenuta. La salutammo ringraziandola e scusandoci dell’ accaduto. Lei si avvicinò e mi sussurrò all’ orecchio: <<Non male il tuo ragazzo!>>

Sorrisi e ci dirigemmo verso la moto. La mattina presto D’ Omaine Orsini era ancora più magico. Il silenzio, l’aria fresca e il timido sole che riscaldava i vigneti, rendeva la situazione ancora più surreale. Ci fermammo un attimo a guardare il panorama davanti a noi.

Dopo qualche minuto dissi: <<Ascolta, non pensare che sia stizzita con te perché sono paranoica. Capisco che nella vita ci si possa innamorare di chiunque, comunque e quando meno te lo aspetti, non mi è solo piaciuto il modo in cui hai gestito la cosa. Potevi evitare di insistere che io venissi a Stoccolma.

Per un momento avevo pensato che ci potesse essere qualcosa di più tra di noi…addirittura in aeroporto a Maiorca, quando stavate rientrando in Svezia e io non ero riuscita ad accompagnarvi perché lavoravo, avevi chiesto a Mariella quanto potesse costare un appartamento a Genova, ti ricordi vero?>>

Kaj: <<Lo so, ieri sera ti ho spiegato ma dormivi…mi spiace Anna, ti chiedo scusa>>

<<Non ti devi dispiacere, dispiace a me per te…non saprai mai cosa ti sei perso!>>

Gli tesi la mano.

<<Amici ok? Buttiamoci tutto alle spalle>>

Kaj: <<Si, ma non mi hai dato modo di spiegarti meglio…comunque sappi che avrò sempre un bellissimo ricordo di te e di quello che c’è stato tra di noi…va bene, amici.>>

Mi tese la mano e mi guardò con uno sguardo intenso e serio.

Kaj: <<Vieni qui.>>

Mi tirò verso di sé e mi abbracciò. Sembrava di essere tornati indietro di parecchi anni, sentivo il suo respiro e il suo cuore battere. Provai una forte sensazione di appartenenza e nello stesso tempo di timore. Dopo qualche minuto mi staccai e cercando di spezzare quell’ attimo che forse stava diventando troppo intimo dissi: <<Qualcosa di buono l’abbiamo fatto, i nostri amici in comune sembrano essere molto presi>>

Kaj disse dopo un respiro profondo: <<E sì, Larse parla sempre di Cristina, l’ ha pure invitata a fare trekking con noi>>

<<Dì al tuo amico vichingo di trattarla bene, altrimenti se la deve vedere con me.>>

Mi diede un buffetto sulla guancia mentre salivamo in moto.

Durante il tragitto lo abbracciai. Era come se avessimo chiuso la pagina di un libro e mi sentivo in un certo senso più libera. Cercavo di convincere me stessa che non provavo più niente per lui e che la storia era finita per sempre.

<<Ma cosa racconterai a Ulrika?>>

Kaj: <<La verità, omettendo che abbiamo dormito nella stessa stanza>> 

<<Ho capito, se troverò la macchina rigata, saprò di certo di chi si tratta…a proposito devo chiamare l’ autonoleggio>>

Una volta arrivati ad Algajola, kaj mi disse: <<Bene, allora quando ci si vede… da amici ovviamente?>>

<<Non ne ho idea, ma siamo così vicini e con due amici forse innamorati che ci rivedremo sicuramente presto>>

<< Tra una settimana dovremo incominciare il trekking GR20>> disse, come per volermi dare indicazioni circa i suoi spostamenti.

Lo salutai con un bacino sulla guancia.

Entrai in camera cercando di fare meno rumore possibile. Laura dormiva e di certo anche Barbara e Cristina, che erano però in un’ altra stanza.

Entrai in bagno e mi catapultai sotto la doccia. Ripensavo alla rocambolesca giornata e ridevo da sola come una stupida; mi sentivo adrenalinica e avevo bisogno di raccontare e condividere il tutto.

Feci un po’ di rumore e Laura si svegliò.

Laura assonnata disse :<<Anna, ma dove sei stata? >>

<<Ho troppe cose da raccontarvi, vieni andiamo a svegliare le altre.>>

La povera Laura quasi a occhi chiusi mi seguì senza dire una parola.

Cristina: <<Anna cosa è successo…ma eri con Kaj?>>

<<Vi devo parlare anche se è presto e siete ancora tra le braccia di Morfeo.>>

Ed eccole, tutte e tre sdraiate nel letto, mezze addormentate. Continuavo a raccontare senza fermarmi come un’ improvvisa apertura di una diga, inondandole di dettagli e camminando avanti e indietro per la stanza.

<<Quindi? Mi avete ascoltato? Non avete niente da dire?>>

Cristina: <<Scusa, ma perché non l’hai fatto parlare? Voleva spiegarti, dagli modo, dopo tutti questi anni. Comunque credo che Ulrika sia arrabbiatissima. Ti rendi conto che ha passato la notte fuori con la sua ex?>>

<<Abbiamo divagato e quando ha tentato di spiegarmi … dormivo>>

Laura: <<Comunque va bene così, ora siete amici. Lui torna a Stoccolma e tu a Genova…è una storia finita, poi tu hai Luca che ti aspetta>>

Barbara: <<Vuoi la verità?>>

<<Certo, come sempre>> dissi, nella celata speranza che lei avesse un’ opinione diversa dalle altre.

Barbara: <<Ti piace ancora molto, anzi moltissimo. Per quanto riguarda Kaj, probabilmente, rivedendoti dopo così tanto tempo e con questa insolita vicinanza, qualcosa è riaffiorato.>>

Ero soddisfatta, era quello che nel profondo, volevo sentirmi dire, ma replicai:

<<Figurati! Non gliene frega niente di me… è chiaro. Basta, ci ho messo una bella pietra sopra…ora devo scappare al lavoro>>

Cristina: <<Stasera pensavo di cucinare qualcosa nel bungalow dei ragazzi. Siamo tutte invitate!>>

<<Cosa? No Cri, non è il caso. Vuoi assistere ad un combattimento di pugilato Svezia- Italia? Come minimo Ulrika mi mette del Gutalax nel vino>>

Laura: <<Stasera sono stata invitata a cena da Adrien e poi andiamo in un locale di Calvi, di cui non ricordo il nome. Credo ci sia un evento e lui è uno degli sponsor. Perché non ci vediamo dopo lì?>>

<< Ho capito Ba, io e te cenetta a due e poi ci vediamo al locale. Laura fatti dare il nome però e chiedi se serve l’ invito.>>

Uscì dalla stanza euforica e pronta ad affrontare una nuova giornata lavorativa nell’ Isola della bellezza.

Laura era eccitata, finalmente erano solo loro due, l’ invito ufficiale a cena era arrivato. Dopo aver passato al vaglio tutto il guardaroba mio e suo, decise finalmente l’outfit adeguato.

<<Chissà uno così dove ti porta a cena…sono curiosa>>

<<Allora io vado, ci vediamo dopo al “Chez Tao” a Calvi>> Laura salutandoci incrociò le dita. 

Adrien arrivò con una Mercedes Gt decapottabile e partirono alla volta di Lavatoggio, un piccolo villaggio sulle alture della Balagne, che dista circa mezz’ ora da Calvi.

<<Dove andiamo a cena?>> disse Laura cercando di rompere il ghiaccio

<<Ti porto in un agriturismo>> la guardò facendole l’occhiolino.

Laura sorrise, ma di certo un agriturismo, non era proprio quello che si sarebbe immaginata, con il suo bel tacco dodici e il tubino nero, forse aveva sbagliato abbigliamento.

Arrivarono da “Chez Edgard” Ferme Auberge, in effetti nell’ insegna c’era scritto agriturismo, ma in realtà si trattava di uno dei ristoranti più conosciuti della zona, tradizionale ma decisamente romantico. I proprietari avevano un allevamento di bestiame e terre dove coltivavano prodotti che poi utilizzavano in cucina.

Soffitti a volta e pareti in pietra, tavoli distanziati in modo da lasciare la giusta intimità e in sottofondo i canti polifonici corsi.

Adrien: <<Non puoi venire in Balagna e non dedicare una cena da “Chez Edgard”, sarebbe un errore imperdonabile. Qui c’è il menù fisso a cinque portate.>>

Laura pensò: va già bene che a pranzo non ho mangiato nulla.

Arrivò il cameriere e servì la zuppa tipica con verdure, carni e spezie; di secondo dell’ ottima carne alla brace.

Laura approfittò per chiedere ad Adrien circa la sua vita privata, aveva bisogno di capire se poteva fidarsi di lui. E’ vero che era in vacanza e ci poteva stare l’ avventura, ma era ben conscia che un uomo così ricco e affascinante potesse avere tutte le ragazze ai suoi piedi. Laura però era da sempre alla ricerca del vero amore. Si era illusa molte volte con uomini sbagliati che non avevano saputo capire che persona splendida fosse, aldilà di un bel paio di gambe e di un seno prosperoso.

Io e Barbara, dopo cena, prese dalla pigrizia, eravamo in dubbio se raggiungere Laura al locale di Calvi. Sentivo scendere l’ adrenalina, ma dopo l’insistenza del suo messaggio whatsapp sul gruppo, decidemmo di andare.

Credito foto: OTI Calvi – Balagne (aut. settembre 2020)

Fulvia Ottonello

Grande appassionata di viaggi! Vive a Genova, da sempre lavora nel settore turistico, dove ha maturato diverse esperienze; dalla Hostess su navi da Crociera in America e Isole dei Caraibi a assistente turistica in Spagna a impiegata in agenzia di viaggio con mansione di vendita e programmazione. Oggi è responsabile di prodotto e contract manager per un Tour Operator genovese sulla destinazione Corsica, isola che conosce e ama da più di 15 anni e che considera la sua seconda casa.

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A proposito di Fulvia Ottonello

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