Corsica… A passo di lumaca: una giornata a Cervione e nel Campoloro

“Corsica… A passo di lumaca” è la nostra rubrica dedicata alla scoperta consapevole, quanto possibile autentica ed immersiva dell’isola. Un manifesto per un turismo lento in Corsica. Amare la propria terra e condividerne la grande bellezza non ci sembra per niente compatibile con quella corsa a cui partecipino tantissimi turisti attraverso il globo. Ovviamente siamo tutti stati tra quelli, almeno una volta, e sappiamo quanto avremmo dovuto, ad un certo punto, prendere le cose con calma. Sederci, rilassarci e lasciarci portare dal momento. Allora, senza rivoluzionare niente ma con una voglia sincera di condividere quella Corsica “vera”, proponiamo qualche idea su come passare delle giornate “lente” e piacevoli attraverso l’isola.

Andiamo oggi sulla faccia Est dell’isola, nell’antica pieve del Campoloro col suo iconico villaggio di Cervione. Un pezzetto di terra, un balcone sul mare Tirreno che illustra su pochi chilometri quadrati l’eclettismo della cultura isolana. Storia, natura, agricoltura e più semplicemente arte del buon vivere si confondono in un insieme da scoprire… A passo di lumaca.

Il vantaggio di questa giornata è che è quasi integralmente fattibile, secondo la vostra condizione fisica, a piedi o a bici. Comunque, anche se si sceglie la macchina i chilometri sono pochi. Si noti inoltre che le tape proposte non sono necessariamente da seguire nell’ordine. Tutto si può mischiare, invertire. E forse adattare alla stagione per quanto riguarda i momenti di cammino.

 

La capella di Santa Christina

Fonte immagina: Médiathèque de l’architecture et du patrimoine via Wikimedia

In ogni invitazione alla scoperta di una ragione c’è il capitolo dedicato al “gioello nascosto”. Secondo noi la capella Santa Cristina può essere considerata come tale. Quell’edificio risale al quindicesimo secolo ed è situato in un luogo isolato, tra il porto di Taverna e i villaggi di Cervione e Valle di Campoloro. Si raggiunge in pochi minuti, sia di quei paesi o dalla strada principale T10. E in entrambi punti di partenza si può arrivare presto a piedi, seguitando un chiasso pulito e segnalato.

La piccola capella di Santa Cristina vale per due ragioni. La prima è la vista esterna dell’edificio, attempo semplice e suggestiva, in un posto tranquillo, rilassante. Ma la scoperta vale soprattutto per i bellissimi affreschi della capella, sorprendenti per un edificio relativamente modesto. La capella è chiusa, ma si può visitare di due manere: chiedendo le chiave presso l’Officio di Turismo di Costa Verde (Moriani) o chiamando l’associazione dedicata alla capella Santa Cristina, che propone la possibilità di un appuntamento per una visita guidata (informazioni di contatto disponibile in francese, qui).

 

Cervione, la chiesa Santo Erasmo e il Museo Etnografico

Abbiamo già avuto l’opportunità di parlare di Cervione e non è un caso. Cervione è un villaggio speciale per le sue dimensioni rispetto agli altri della zona, per la sua vita locale così specifica, per la sua storia. C’è un’atmosfera singolare in Cervione che non troverete altrove. Poi è semplicemente un bello paese. I vecchi caruggi, la “traversa”, la vista sull’isole di Elba e di Montecristo, la chiesa Santo Erasmo. Quella è una delle chiese di stile barocco da scoprire assolutamente al livello isolano. Classificata come Monumento Storico, fu sede della diocesi di Aleria dal 1578 al 1801. Questa importanza si riflette nella bellezza dell’edificio.

Cervione è un concentrato di cultura Corsa che si esprima pienamente col museo Anton Dumenicu Monte. Situato nel chiostro della chiesa Santo Eramo, ci offre circa 500m² restituendo un po’ della Corsica che fu. Ne avevamo parlato in un articolo dedicato che vi invitiamo a leggere qui.

 

Una passeggiata fino alla Scupiccia

Dominando Cervione e il Campoloro, la Scupiccia è uno dei luoghi più suggestivi della zona. Per raggiungere la chiesa a 750 metri di altitudine, avete due scelte. Si può partire dal villaggio di Cervione, seguitare per qualche minute una pista poi prendere il sentiero che serpeggia su circa 450 metri di dislivello positivo. Serve un po’ meno di un’ora per arrivare.

L’altra opzione richiede di andare fino al paese seguente, Sant’Andria di Cotone e di salire fino al paesino chiamato “U Cigliu”. Col la macchina, da Cervione, si raggiunge in meno di dieci minuti. Da lì il cammino verso la Scupiccia è più breve e il dislivello meno brutale.

La Scupiccia è un posto da scoprire per la vista che offre, per l’aspetto rilassante del posto. Forse si deve visitare soprattutto per sua capella che racchiude la statua della Madona della Scupiccia. Si dice che quella statua, scultata nel marmoro di Carrara da artisti fiorentini, era destinata alla basilica di Cordova. La nave che trasportava la statua fu possibilmente affondata verso la marina di Prunete, dove gli abitanti l’hanno scoperta e li dedicano un fervore ancora oggi vivace.

 

Una dolcezza che fa rima con nocciola

Una giornata di scoperta senza qualcosa di buono da assaggiare non è una giornata riuscita. Per quanto riguarda il pranzo, troverete alcuni ristoranti a Cervione che sono antiche imprese di famiglie. Bisogna andare nel centro del villaggio, dove la vista forse non vale tanto ma dove il cibo è preparato con sincerità. Vi consigliamo il ristorante “U Casone” (accanto al Collegio Pescetti) è “Aux Trois Fourchettes” (giusto sotto la chiesa Santo Erasmo).

Però, che scegliete di pranzare al ristorante o che cercate qualcosina da assaggiare in qualsiasi momento, dovete assolutamente provare una dolcezza con nocciole. La nocciola è l’anima della regione, un orgoglio condiviso nella Corsica sana. Per quelli che sono già arrivati in Corsica, sono al 99% sicuro che almeno una volta un cameriere ha presentato un dessert alla nocciola affermando (a torto o ragione) che il frutto veniva specificamente di Cervione. Se ne avete l’opportunità via consigliamo una piccola tapa presso “L’Atelier de la Noisette” a San Giuliano, nella località della “Fiorentina”. Lì hanno fatto della nocciola cerviuninca lo strumento di una “pausa dolce” di qualità.

 

Bere un bicchiere sul porto di Taverna

Chiudiamo questa giornata con semplicità. Se cercate un posto dove approfittare di un bicchiere giustamente meritato, c’è il porto di Taverna sulla comuna di Valle di Campoloro. Il posto in sé è piacevole come lo sono piccoli porti del genere, anche se forse c’è un po’ troppa gente durante il picco della stagione. Detto questo osservare il giorno sparisce, seduto di fronte al mare tirreno vale qualche fastidio.

Ma abbiamo anche scelto quel posto perché si può raggiungere, sia da Moriani al Nord o da Prunete (marina di Cervione) al Sud, a piedi o in bici. C’è una passeggiata chiamata “spassiverde”. È stata creata da qualche anno sull’anziano tracciato ferrovie dove, prima della Seconda Guerra Mondiale, il treno passava per andare da Bastia fino a Porto-Vecchio. Una passeggiata tranquillissima (nonostante il rumore della strada vicina che si sente comunque), perfetta per raggiungere facilmente il porto.

 

Guillaume Bereni

Di Felce (Castagniccia), è padre di 3 bimbi e lavora sia nell'azienda agricola di famiglia, che produce farina di castagne, sia come redattore freelance, per noi e per altre testate, scrivendo in lingua corsa, francese e italiana.

By Guillaume Bereni

Di Felce (Castagniccia), è padre di 3 bimbi e lavora sia nell'azienda agricola di famiglia, che produce farina di castagne, sia come redattore freelance, per noi e per altre testate, scrivendo in lingua corsa, francese e italiana.

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