Il Rally di Corsica escluso dal Campionato del Mondo 2020

Ora non è più una semplice indiscrezione, nella giornata di ieri è arrivata l’ufficialità: la tappa corsa della più importante e prestigiosa competizione mondiale del Rally non è in programma nella stagione 2020.

Il “Rally delle 10.000 curve”, conosciuto così per i continui tornanti esistenti sulle strade di montagna del suo tracciato (anche se negli ultimi anni il tracciato è cambiato), aveva fatto il suo ritorno nel mondiale appena 4 anni fa, dopo esser stato sostituito dal Rally d’Alsazia dal 2010 al 2015. Alla notizia ufficiale dell’esclusione, ha parlato ai microfoni dei colleghi di Corse Matin, il presidente l’Asa Tour de Corse, Christian Leca: “È una conferma. Ce l’aspettavamo, ma è comunque difficile da accettare”.

La Federazione Internazionale dell’Automobile ha deciso di ufficialmente escludere il Tour della Corsica allo scopo di “mondializzare ulteriormente il campionato e avere più prove fuori d’Europa” come è avvenuto anche per il Rally di Spagna e Australia. Queste tre sono state sostituite dalle tappe in Kenya, Nuova Zelanda e Giappone.

Il direttore del Rally della FIA, Yves Matton, ha commentato: “Al fine di globalizzare ulteriormente il campionato, dovevamo avere più round WRC al di fuori dell’Europa. Sono lieto di vedere i risultati della nostra strategia di espansione, con eventi emblematici come il Kenya e il Giappone che torneranno al calendario WRC il prossimo anno, insieme alla Nuova Zelanda che sostituirà l’Australia, mentre eventi europei iconici di lunga data forniscono un grande equilibrio e preservano il DNA dello sport. A seguito dell’integrazione del Cile lo scorso anno, il calendario 2020 espande anche la nostra presenza nei continenti asiatico e africano.”

 

Per il futuro? Per Christan Leca, tutto dipenderà dalle modalità del “sistema di rotazione” che la FIA ha deciso di istituire per rendere meno europeo e più “mondiale” la competizione. Ma a rendere il clima pessimista ci sono anche le questioni economiche: “dipenderà dai finanziamenti pubblici e dal sostegno della Collettività della Corsica. Non sono sicuro che quest’ultima continuerà a versare 1,2 milioni di euro per sostenere il Tour”, ha spiegato il presidente, che ha anche lanciato una sfida.

La soluzione per Leca sono i privati, coloro che beneficiano di più dell’importante evento mondiale: “Se dieci aziende sostengono il Tour fino a 50.000 euro ciascuna, non ci saranno problemi…”.

Per il 2020, ad ogni modo l’unico modo per i corsi di vedere la competizione resta quello di attraversare le Bocce di Bonifacio è di andare in Sardegna, dove da 4 al 7 giugno 2020 il mondiale di Rally farà tappa (anche se è tutto da chiarire se sarà ancora ospitato ad Alghero o si torna verso Olbia).

 

Fonte: FIA e Corse Matin

Donato Mulargia

Classe 1998, sardo, studente di Scienze internazionali e diplomatiche presso l'Università degli Studi di Genova. Appassionato di politica internazionale e storia contemporanea. Tante passioni, ma un unico grande amore: il giornalismo. Innamorato della sua Sardegna e della vicina Corsica.

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A proposito di Donato Mulargia

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