A Bonifacio il dialetto resta vivo grazie all’associazione “Dì Ghi di Scé”

Oggi parliamo dell’associazione bonifacina « Dì Ghi di Scé », nata nel 1993 grazie a Jean-Marie Comiti, sociolinguista e professore all’Università di Corsica in scienze dell’educazione, con una ventina di persone, e presidiata da Anne-Marie Zuria.

Ricordiamo che il « bunifazzincu » è un dialetto variante corso del ligure; in effetti, è a partire dal 1195 con l’installazione dei genovesi a Bonifacio, ma specialmente dopo la battaglia della Meloria nel 1284 (con l’assediamento di Bonifacio dalla Repubblica di Genova) che il dialetto è stato conservato.

Quest’associazione fu creata con lo scopo di mantenere e valorizzare la lingua e la cultura di Bonifacio attraverso di serate culturali.

La più importante ha luogo tutti gli anni allo stesso periodo, il 16 agosto per la festa di “San Rocu” a Bonifacio, dove sono proiettate immagini d’epoca o più recenti della vita bonifacina, delle persone che non sono più di questo mondo che hanno contribuito in qualche modo all’associazione, alla lingua e più largamente alla cultura del “paisi di Bunifazziu” (“città di Bonifacio” in dialetto bunifazzincu)

Durante queste belle serate culturali, una parte è dedicata alla poesia, ai poemi scritti dai poeti locali, come quelli di Cyprien Di Meglio.

Questi poemi, si scoprono, riscoprono e soprattutto si condividono attraverso le generazioni.

In effetti, alcuni poemi che parlano di diversi soggetti come quelli della guerra, dell’arcipelago dei Lavezzi o della storia delle confraternita a Bonifacio, sono messi in musica e due album escono, uno nel 1996 e l’altro nel 2009.

Già da due anni, una nuova squadra costituita da giovani bonifacini innamorati della loro cultura ha raggiunto l’associazione, con la voglia di condividere e di far scoprire al loro turno il patrimonio culturale e linguistico di Bonifacio.

Tra di loro c’è Matteu Di Meglio, giovane bonifacino e studente all’Università di Corsica che abbiamo incontrato e che ci ha parlato appunto di “Dì Ghi di Scé” di cui fa parte.

Questa squadra lavora attualmente su un album, per fare appunto vivere la lingua bonifacina e farcela scoprire in musica.

In attesa dell’uscita del album, vi proponiamo di ascoltare una delle loro creazioni sul naufragio della Sémillante, “Udissea” scritta da Ghjuvan Federiccu Terrazzoni e messa in musica da Matteu Di Megliu…

Una bella associazione quindi, che ha il merito di continuare a condividere e a far vivere la lingua bonifacina che purtroppo si va perdendo.

 

Fabio Borghi

Fabio Borghi è uno studente dell’Università di Corsica di diciannove anni, iscritto al terzo anno di laurea di lingua e cultura italiana. Vive a Porto Vecchio, città dell’estremo sud dell’isola. Gli piace molto lo sport come il tennis o la pallamano, ma anche la musica, suona la chitarra ogni tanto, gli piace anche il cinema e sopratutto fare festa con gli amici.

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A proposito di Fabio Borghi

Fabio Borghi è uno studente dell’Università di Corsica di diciannove anni, iscritto al terzo anno di laurea di lingua e cultura italiana. Vive a Porto Vecchio, città dell’estremo sud dell’isola. Gli piace molto lo sport come il tennis o la pallamano, ma anche la musica, suona la chitarra ogni tanto, gli piace anche il cinema e sopratutto fare festa con gli amici.

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