In autunno un grande Trattato di cooperazione Francia-Italia: un’occasione per la Corsica?

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A partire dalla riunione del 2 marzo, sei personalità con competenze e percorsi diversi dovranno portare avanti il compito che i presidenti Macron e Gentiloni hanno affidato loro: stilare una proposta del «Trattato del Quirinale». Un nuovo documento tra Francia e Italia che – sulla falsariga di quello dell’Eliseo, firmato da Francia e Germania nel 1963 – vuole favorire i rapporti bilaterali. La firma è prevista in autunno.

«Alle relazioni storiche tra Italia e Francia abbiamo deciso di dare una cornice più stabile e più ambiziosa», ha presentato l’iniziativa il presidente del consiglio italiano Gentiloni quando, qualche settimana fa, ha accolto a Roma l’inquilino dell’Eliseo. «Cooperiamo da sempre in modo straordinario, ma siamo convinti che il Trattato possa rendere ancora più forti e sistematiche le nostre relazioni».

Nella squadra dei sei saggi l’Italia ha scelto due uomini e una donna: Paola Severino, avvocata già ministra della Giustizia nel governo di Mario Monti, Franco Bassanini, ex ministro della Funzione pubblica negli anni Novanta sotto i governi Prodi, D’Alema, Amato, e Marco Piantini, oggi consigliere per gli affari europei del premier Gentiloni. I colleghi francesi che, riferisce il quotidiano La Stampa “parlano tutti un buon italiano”, sono Sylvie Goulard, oggi vice governatrice della Banca di Francia ed ex eurodeputata, l’imprenditore Pascal Cagni, esperto di digitale e innovazione, presidente di Business France, e lo storico Gilles Pécout, specializzato in Risorgimento italiano, rettore dell’Académie de Paris.

Una serie di riunioni, da inizio marzo a fine aprile tra Parigi e Roma, per arrivare a una proposta di trattato condivisa che possa essere discussa e poi firmata. Un compito arduo che arriva a cavallo delle elezioni politiche italiane, segnate da grande incertezza.

Il Trattato del Quirinale «dovrà dare un forte impulso alle relazioni tra i nostri Paesi – si legge nella lettera di incarico – strutturandole e dando loro nuovi obiettivi, arricchiti di una duplice dimensione bilaterale ed europea». Tra i settori di cooperazione che i sei proporranno «di approfondire o di istituire», le relazioni «in campo economico, industriale e dell’innovazione», e poi quelle che riguardano «istruzione, cultura, ricerca, insegnamento superiore». Non solo: dovranno individuare anche gli strumenti di cui avvalersi, che, sul modello del Trattato dell’Eliseo, possono essere scambi di funzionari tra ministeri gemelli, o riunioni prima di eventi particolari.

Un impulso che potrebbe essere un’occasione per la Corsica? La classe politica isolana, in un momento in cui il presidente Macron ha dichiarato di voler fare dell’isola un punto di riferimento per la politica mediterranea del Paese, dovrebbe tener conto della propria storia e della propria posizione geografica per cogliere l’opportunità di poter essere ponte privilegiato e laboratorio degli scambi culturali ed economici tra Francia e Italia.


Fonti: Ouest-FranceLa Stampa

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