Autonomia: per il collettivo Massimu Susini, bisogna stare attenti alla minaccia mafiosa

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Il collettivo, creato nel 2019 dopo l’uccisione del giovane militante Massimu Susini, prosegue sua lotta contro il pericolo mafioso che da molto tempo pesa sulla pace e lo sviluppo virtuoso in Corsica. I suoi membri si sono espressi a proposito dei recenti eventi avvenuti sull’isola e il progetto politico che potrebbe risultarne, mettendo in guardia contro la minaccia che rappresenta il grande banditismo.

Il collettivo dice sì all’autonomia della Corsica, “purché non vengono dissociati lotto per l’autonomia e lotta contro la mafia”. La conferenza stampa, riassunta nel giornale Corse-Matin (edizione del 27 aprile 2022), porta alla luce vari elementi da considerare seriamente per un processo politico virtuoso, che non porti vantaggi solo ad una parte ristretta della Corsica. “15 famiglie” secondo il collettivo compongono “la nuova oligarchia” dell’isola. “A che serverebbe un’autonomia se l’economia più redditizia di Corsica verrebbe messa sotto tutela dalla mafia, e gli eletti costretti ad essere gestori/apportatori di mercati pubblici e terre costruibile in favore di “famiglie” che controllano i centri commerciali, il trasporto merci, l’economia dei rifiuti, il trasporto marittime, il settore dell’edilizia e i lavori pubblici?” chiede il collettivo.

Due punti maggiori sono evidenziati dal collettivo: la gestione dei rifiuti e i progetti di urbanismo che vanno contro il PADDUC (pianificazione e sviluppo sostenibile della Corsica) e la legge detta “Loi Littoral”. In entrambi i casi, il collettivo Massimu Susini punta il dito verso la Collettività di Corsica (CDC). Non è necessario di aspettare l’autonomia per intentare un’azione legale contro i documenti di urbanismo che non rispettano il PADDUC o la “loi littoral”. Bisogna definire linee chiare dalla parte della CDC per contrare gli interessi di alcuni promotori che stanno creando speculazione fondiaria.

Per quanto riguarda la questione della gestione dei rifiuti, il collettivo teme una situazione che porta profitti a una manciata di persone e non serve l’interesse generale. Mercati per i centri di triage a Bastia e Ajaccio sono già in corso di attribuzione (anche prima che il “piano rifiuti” sia reso definitivo), ciò che è un’eresia e una minaccia per il collettivo: “questi mercati, in corso di attribuzione, prevedono che la costruzione e lo sfruttamento dei due centri saranno affidati a due gruppi. Potrebbe risultarne, al Nord e al Sud, una situazione di monopoli nel quadro di una gestione privata”. Il collettivo Massimu Susini lo chiede semplicemente: “Perché non ne prende la gestione l’Ufficio dell’Ambiente? Non è impossibile. A Nizza, Christian Estrosi (sindaco, NDR) ha creato una regia pubblica per i rifiuti”.

Se forse riconosce anche la responsabilità dello Stato in confronti della situazione còrsa, il collettivo esorta la CDC a una più ampia azione. A un posizionamento più chiaro. Ci sono molte cose che non richiedono uno statuto autonomo per essere condotte e fare dell’emancipazione della Corsica una realtà.

Fonte: Corse-Matin (edizione stampa)

Guillaume Bereni

Di Felce (Castagniccia), è padre di 3 bimbi e lavora sia nell'azienda agricola di famiglia, che produce farina di castagne, sia come redattore freelance, per noi e per altre testate, scrivendo in lingua corsa, francese e italiana.

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