Alla Biblioteca di Bastia presentati alcuni manoscritti inediti dello scrittore e poeta in italiano e còrso Salvatore Viale

Nell’ambito della quarta edizione di “A festa di lingua corsa“, la città di Bastia ha offerto questo martedì sera presso la Biblioteca del patrimonio Tommaso Prelà, “U scontru intornu à l’autore bastiacciu Salvatore Viale”, un incontro sul più importante autore bastiese Salvatore Viale, con la presentazione di manoscritti inediti. Una conferenza preparata da Petru Santu Menozzi, studente di dottorato in storia a Parigi e Anghjulu Pietrera, dottore in storia all’Università della Corsica.

Salvatore Viale nacque a Bastia il 6 settembre 1787. Nato in una ricca famiglia di Terra Vecchia, molto vicina al papato, Salvatore Viale studiò legge a Roma. Avvocato laureato all’Università di Pisa, è diventato magistrato, sostituto procuratore, consigliere presso la Corte d’appello di Bastia.
Parallelamente a questa attività legale, anima la vita intellettuale di Bastia, pur mantenendo un contatto regolare con le accademie romana o fiorentina. Interviene nei dibattiti del suo tempo, si interessa alla letteratura popolare corsa e alla vendetta, a cui dedica gran parte del suo lavoro. Salvatore Viale fu il primo ad usare la lingua corsa in un’opera letteraria, la Dionomachia (1817).
Liberale, ha svolto un ruolo importante nel recupero delle tradizioni culturali e nazionali del popolo corso e ha difese l’italiano come lingua culturale dell’isola. Morì a Bastia il 23 novembre 1861, qualche mese dopo la nascita dell’Italia unita a cui è sempre stato culturalmente per tutta la sua vita.

Salvatore Viale infatti nel 1843 scrisse come prefazione al suo libro sui Canti popolari corsi stampato a Bastia:

Dalla lettura di queste canzoni si vedrà che i Corsi non hanno, né certo finora aver possono, altra poesia o letteratura, fuorché l’italiana. Il fonte e la materia della poesia in un popolo sta nella sua storia, nelle sue tradizioni, nei suoi costumi, nel suo modo d’essere e di sentire: cose tutte nelle quali l’uomo côrso essenzialmente differisce da quello del continente francese e soprattutto dal prototipo dell’uomo francese che è quel di Parigi. Non parlerò della lingua la quale è più sostanzialmente informata da questi stessi principj; e la lingua côrsa è pure italiana; ed anzi è stata finora uno dei meno impuri dialetti d’Italia.”

Scritti di versi e di prosa di Salvatore Viale, opera postuma uscita a Firenze nel 1861.

Petru Santu Menozzi e Anghjulu Pietrera, che hanno presentato i loto studi alla Biblioteca di Bastia.

 

Fonte: Corse Net Infos

Andrea Meloni

Di origini sarde e calabresi ma genovese di nascita, laureato in scienze geografiche presso l'Università di Genova nel 2013 e socio della sezione Liguria dell'AIIG (associazione Italiana insegnanti di geografia), risiede nell'Appennino Ligure in val Borbera, una valle piemontese ma da sempre legata alla confinante Liguria e da agosto 2015 è redattore di Corsica Oggi. Collabora da marzo 2016 con la società cartografica geo4map di Novara, nata da una costola di DeAgostini e da giugno 2017 con il quotidiano genovese Il Secolo XIX. Adora viaggiare ed è innamorato della Corsica.

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