Accordo tra la Rai e la Sardegna per produrre programmi radio e tv in lingua sarda

È stata firmata la convenzione tra la Regione Sardegna e la Rai – televisione pubblica di stato italiana – per la produzione e realizzazione di programmi televisivi e radiofonici in lingua sarda e italiana che saranno trasmessi durante la programmazione regionale, per tutto il 2017, su Rai 3 e Radio 1.

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Si tratta di “un risultato importante – sottolinea l’assessora sarda alla Cultura Claudia Firino – in quanto viene garantito l’utilizzo della lingua sarda sui canali radio e tv della Rai e si riconosce l’articolazione territoriale della Rai nella nostra isola. Elemento decisivo, quest’ultimo, alla luce della riorganizzazione delle sedi, che vede depotenziate le competenze delle sedi regionali e aggrega la Sardegna a una macroarea lontana dalle nostre peculiarità culturali”.

“Continueremo a lavorare – dice Firino – per il riconoscimento della lingua sarda negli strumenti normativi nazionali – assicura l’esponente della Giunta Pigliaru – Il Dlgs n. 177/2005 afferma infatti che il servizio pubblico radiotelevisivo garantisce la programmazione di trasmissioni in lingua tedesca e ladina (in Alto Adige), francese (in Valle d’Aosta) e slovena (Friuli Venezia Giulia).

Un segnale a seguito del quale ci aspettiamo un altrettanto serio impegno da parte del Governo perché ponga fine alla discriminazione fra le minoranze linguistiche presenti nel nostro Paese”.
“Un accordo temporaneo, da considerare come il pilastro di un’iniziativa che impedisca, in ogni caso, che Rai Sardegna sia gestita da una macro area che nulla ha a che vedere con la specificità della nostra Regione”. Così Franco Siddi, componente del consiglio d’amministrazione Rai, a proposito della convenzione appena firmata tra Regione e Rai per la produzione e realizzazione, per tutto il 2017, di programmi televisivi e radiofonici in lingua sarda e italiana. “In Rai c’è qualcuno che porta avanti il progetto delle macroaree, io dico già che non avrà il mio voto”, annuncia Siddi. Comunque, sottolinea, “la determinazione della Regione colma un vuoto che durava da alcuni anni, ma l’obiettivo finale deve essere il pieno riconoscimento della specificità linguistica, culturale e identitaria della Sardegna all’interno della nuova convenzione che lo Stato, entro i primi mesi del prossimo anno, dovrà stipulare con la Rai sugli obblighi del servizio pubblico”.

E la Sardegna, ribadisce Siddi, “dovrà entrare nell’ambito degli accordi che pongono sullo stesso piano le lingue minoritarie del nostro Paese come il friulano, il ladino, il francese per la Valle d’Aosta e il tedesco per il Trentino Alto Adige, con l’ambizione di avere una sede regionale di formazione e programmazione a disposizione di tutto il sistema televisivo nell’Isola”.

 

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Fonte: ANSA

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