A Festa di a Nazione, l’8 di dicembri: quale è il significato di questa festa per i corsi?

Oggi in Corsica, come ogni 8 dicembre celebra a Festa di a Nazione. Nella Cunsulta d’Orezza del 30 gennaio 1735, la Corsica, in uno dei primi documenti costituzionali, sarebbe stata posta sotto protezione mariana, e più precisamente sotto quella dell’Immacolata Concezione, festeggiata l’8 dicembre.

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Il 30 gennaio 1735 una Consulta generale presieduta da Luigi Giafferi di Talasani, Giacinto Paoli da Morosaglia (padre di Pasquale) e da Andrea Ceccaldi da Vescovato riunita in un paese della Castagniccia e voluta da Pasquale Paoli, si riunì a Corte e promulgò un documento in cui si dichiarava l’indipendenza dell’isola da Genova; documento che sarà poi la base della Costituzione della Repubblica Corsa del 1755. Il documento, in lingua italiana, proclamava anche l’8 dicembre “Festa Nazionale” della Corsica, ponendo l’isola sotto la protezione dell’Immacolata Concezione. Infatti questa data coincide con la festa cristiana dell’Immacolata concezione di Maria.

Da quel momento l’isola è passata attraverso il Regno di Corsica, la Repubblica Corsa, la conquista francese, il breve Regno Anglo-Corso e il ritorno definitivo della Francia, cui l’isola è unita da ormai 250 anni. Ma il sentimento d’identità della Festa di a Nazione è vivo e sentito ancora oggi.

In Francia, a differenza dell’Italia e di altri Paesi di Europa, non è festiva, ormai diverse scuole dell’isola organizzano momenti di confronto e dibattito a tema tra gli studenti (quando cade in giornata feriale), e si organizzano concerti, conferenze, mostre e altre iniziative.

In quello stesso 30 gennaio 1735,  venne adottato come inno nazionale della Corsica dalla consulta tenuta a Corte il 30 gennaio 1735 dove venne proclamata l’indipendenza della nazione corsa sotto la protezione della Vergine Maria e l’8 dicembre come Festa di a Nazione.

In seguito all’adozione come inno, due cambiamenti sono stati fatti in confronto al canto originale: “disperati” fu sostituito da “tribolati”, e “nemici vostri” da “nemici nostri”.

Esso divenne molto popolare in tutta l’isola, e veniva usato come canto di saluto ai defunti e alle loro famiglie provate dal dolore. Tutt’oggi il canto è sentito in tutta l’isola come uno dei simboli della propria identità locale, assieme alla bandiera con la testa di moro e alla celebrazione della Festa di a Nazione, che ricorre proprio oggi.

Il Dio vi Salvi Regina è cantato a Loano, in Liguria, nella chiesa della Madonna del Loreto in occasione della Novena della Madonna della Neve (5 agosto). Viene cantato con qualche variazione melodica dovuta probabilmente alla tradizione. In quella chiesa la tradizione ha aggiunto una strofa cantata sopra una melodia differente (Parto o Cara Madre, ecco Vi lascio il cuore / in pegno dell’amore / che a Voi porto). Viene cantato anche ad Imperia nella Basilica Concattedrale di San Maurizio, ove è conosciuto come canto risalente alla figura di S. Leonardo da Porto Maurizio. La tradizione imperiese vuole che questo canto fosse portato, insieme alla devozione codificata della Via Crucis, in terra corsa quando nel 1744 venne inviato dalla Repubblica di Genova a sanare alcuni problemi e controversie.

“Diu vi salvi Regina
È Mamma Universale
Per cui favor si sale
In Paradisu.

 

Voi site gioia è risu
Di tutti i scunsulati,
Di tutti i tribbulati,
Unica speme.

 

À voi suspira e geme
Il nostru afflittu core,
In un mar di dulore
È d’amarezza.

 

Maria, mar di dolcezza
I vostri ochji pietosi,
Materni ed amorosi
À noi volgete.

 

Noi miseri accogliete
Nel vostru santu velu
Il vostru Figliu in Cielu
À noi mustrate.

 

Gradite ed ascultate,
O Vergine Maria,
Dolce, clemente è pia,
Gli affetti nostri.

 

Voi dai nemici nostri
À noi date vittoria
È poi l’eterna gloria
In Paradisu.”

 

In Italiano:

«Dio vi salvi Regina
E madre universale
Per cui favor si sale
Al paradiso.

 

Voi siete gioia e riso
Di tutti i sconsolati
Di tutti i tribolati
Unica speme.

 

A voi sospira e geme
Il nostro afflitto core
In un mar di dolore
E d’amarezza.

 

Maria, mar di dolcezza
I vostri occhi pietosi
Materni ed amorosi
a noi volgete.

 

Noi miseri accogliete
Nel vostro santo velo
Il vostro figlio in Cielo
a noi mostrate.

 

Gradite ed ascoltate
O vergine Maria
Dolce clemente e pia
Gli affetti nostri.

 

Voi dei nemici nostri
a noi date vittoria
E poi l’eterna gloria
In paradiso.»

 La redazione di Corsica Oggi una Bona Festa di a Nazione à tutti!