8 Maghju : Onore à i Resistenti

l’8 di maghju 1945 e campane di e chjese di Corsica cicunavanu à più pudè per salutà u ritornu di a Pace dopu à 5 anni di guerra. A Corsica, ella, s’era liberata da l’occupente facistu talianu u 4 ottobre 1943. Stu ghjornu a bandera francese, segnu di libertà, sventulava di novu à u balcò di à Municipalità. Bastìa marturiata da i bumbardamenti ghjera l’ultima cità di l’isula liberata. Sta liberazione di l’isula ghjera l’opera di a resistenza corsa, aiutata, dopu, da l’armata frencese d’Africa (goumiers maruchini e algerini), di l’omi di u battaglione “choc”, é di quelli di u culunellu Canioni capu di l’armata d’occupazione taliana in Corsica, chi avìa dopu à a capitulazione di u so paese pigliatu pretesa per à resistenza, e messu i mezi di à so armata à u serviziu di è forze di liberazione. A Corsica ghjera cusi, u primu pezzu di terra francese à ritruvà a libertà.
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71 anni dopu, omu ùn si scorda. Inde tutt’è cità di l’isula c’hè statu ceremonie di cummemurazione. Ma ghje Bastìa chi ha datu un caratteru più sulenne, vulendu rende omaggiu à i resistenti corsi e d’altrò. I sculari incu i so prufessori so stati assuciati à a manifestazione, lighjendu lettere di resistenti o accumpagnendu e persunnalità per u tradiziunale depositu di mazzuli di fiori à u munumentu di u ricordu di a piazza Santu Niculà. Ghjorghju De Zerbi ha cantatu l’innu di i partigiani in corsu, accumpagnatu da a Lira Municipale, prefetti, presidenti e merre hanu capiatu unepochi di ballò turchini (simbulu di u “bleu de France”), per salutà a memoria di tutt’i morti di sta guerra. In fine a ceremonia s’hè compià per una sfilata militare incù i veiculi di l’epuca messi à dispusizione da l’associu A Bandera, e chi hanu incuriusitu un publicu numerosu di bastiacci e di turisti.

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Articulu di Petru Luigi Alessandri

About Petru Luigi Alessandri

Giornalista radiofonico di RCFM, si occupa tra l'altro anche della trasmissione Mediterradio, che mette in contatto gli ascoltatori di Corsica, Sardegna, Sicilia, e occasionalmente Malta e altre terre mediterranee. Per Corsica Oggi scrive in lingua corsa o, in traduzione, in italiano.

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3 Comments on “8 Maghju : Onore à i Resistenti”

  1. Dice un vecchio adagio : ” son cambiati i musicisti ma la musica è sempre la stessa….”

  2. da wikipedia:

    Con l’8 settembre 1943 gran parte delle forze italiane, al comando del generale Giovanni Magli, si oppongono con le armi al tentativo delle forze tedesche, che come altrove, tentano di renderle inoffensive.

    Già in serata esplode una battaglia al porto di Bastia, che i tedeschi cercano di catturare. Il giorno 9 settembre, giorno seguente l’armistizio, il capitano di fregata Carlo Fecia di Cossato al comando della torpediniera Aliseo, un’unità della Classe Ciclone, sostiene un vittorioso scontro nelle acque della Corsica contro 7 unità tedesche di armamento complessivo superiore; tra queste, cinque sono motozattere armate (F 612, F 459, F 387, F 366 e F 623), a cui si aggiungono due cacciasommergibili, UJ 2203 (ex-francese Minerva) e UJ 2219 (ex-francese Insuma), che vengono tutti affondati dal tiro dei cannoni[58][59] e i piroscafi Humanitas e Sassari, con equipaggio italiano ma personale alle armi tedesco, resi inoffensivi. L’azione scaturisce dall’attacco portato dai tedeschi ad una unità gemella della Aliseo, l’Ardito, in uscita dal porto di Bastia al seguito della Aliseo. L’unità viene gravemente danneggiata, mentre il MAS 523 viene catturato così come il comandante del porto. Prontamente, Fecia di Cossato inverte la rotta e l’Aliseo affronta con i suoi 3 cannoni da 100 mm il naviglio tedesco presente, affondando le sette unità sopra elencate[60]. Per questa azione verrà conferita a Fecia di Cossato la medaglia d’oro al valor militare.

    La situazione militare della Corsica alla sera dell’8 settembre 1943. In verde le unità italiane, in rosso unità e reparti germanici

    Magli in un primo tempo tratta con il comandante tedesco, l’abile generale Frido von Senger und Etterlin (si distinguerà per il ruolo chiave svolto nella battaglia di Montecassino), che ha a sua disposizione nel sud dell’isola truppe corazzate di prim’ordine. Di fronte alla minaccia di una tenaglia per lo sbarco, presso Bonifacio, di altre forze motorizzate germaniche (90ª Divisione PanzerGrenadier) provenienti dalla Sardegna (che i tedeschi evacuano proponendosi di consolidare il controllo della Corsica), Magli prende contatto con Paolo Colonna d’Istria per concordare una linea comune contro i tedeschi.

    Agli ordini del generale Henry Giraud (che si trova in Nordafrica), sbarcano frattanto sull’isola i primi soldati coloniali francesi (Goumiers del Marocco) insieme ad alcuni agenti e ranger statunitensi.

    Il 12 settembre Magli respinge un ultimatum di Albert Kesselring. Dal 13 settembre 1943 gli italiani (salvo ridotti gruppi di camicie nere che s’uniscono alle truppe germaniche[61]) combattono fianco a fianco con i circa 12 000 uomini della resistenza insorti (e con le poche centinaia di soldati coloniali francesi) contro i tedeschi, le cui forze a sud cercano di raggiungere Bastia, frattanto strappata alla divisione Friuli da un bombardamento della Luftwaffe e da un attacco in forze di cannoni d’assalto StuG III.

    L’intento di von Senger è ormai quello di assicurarsi il controllo della città e del suo porto per portare in salvo le sue truppe e i suoi carri verso Livorno (da dove dovrebbero andare ad opporsi allo sbarco di Salerno). Mentre Bastia viene tenuta sotto pressione dai Bersaglieri e dall’artiglieria italiana, violenti scontri hanno luogo in tutta l’isola.

    Il 17 settembre sbarcano ad Ajaccio nuove truppe coloniali francesi agli ordini del generale Henry Martin[62], e il 19 successivo la Luftwaffe bombarda il comando di Magli a Corte.

    Il 21 settembre il generale Giraud raggiunge il comandante italiano. Le forze francesi sull’isola salgono a circa 6 000 uomini. Durante gli scontri i tedeschi minano e fanno saltare numerosi ponti, distruggendo, tra gli altri, il Ponte Novu che era stato teatro dei più accaniti scontri nell’omonima battaglia del 1769 che segnò la fine della Corsica indipendente di Pasquale Paoli.

    Dal 29 settembre scatta l’offensiva generale italo-francese. Le posizioni tedesche a Bastia vengono bombardate dalle artiglierie italiane (i francesi quasi non ne dispongono). Il 3 ottobre i Bersaglieri prendono Bastia, ma si ritirano immediatamente, in base agli accordi, per lasciare ai francesi l’onore di sfilare in città come liberatori il giorno seguente. Bastia frattanto subisce per errore un pesante bombardamento alleato, che provoca notevoli danni e numerosi morti tra la popolazione civile.

    Il 5 ottobre 1943 si spengono le ultime sacche di resistenza tedesca sull’isola, che diviene così il primo dipartimento francese liberato e l’unica grande regione europea nella quale gli italiani abbiano combattuto vittoriosamente i tedeschi all’indomani dell’8 settembre.

    A testimonianza del decisivo contributo dato dalle truppe di Magli nel liberare la Corsica dalle truppe tedesche è il numero dei caduti italiani nei combattimenti, circa 700, quasi tre volte superiore a quello della somma dei caduti della resistenza e delle truppe agli ordini dei generali francesi (poco più di 240 morti).

    Giovanni Magli potrà scrivere nelle sue memorie[63]:

    « i fatti dimostrarono […] come e quanto, indipendentemente dal colore della camicia, gli animi di tutti i componenti il Corpo di Occupazione della Corsica fossero legati da un unico, saldo sentimento di dedizione alla Patria. »

    Tra l’8 e il 10 ottobre 1943, la Corsica liberata viene visitata da Charles de Gaulle, che presto destituirà Giraud giudicato colpevole, tra l’altro, di aver lasciato troppo spazio alla parte comunista della resistenza. L’isola diviene un’importante base di partenza per gli attacchi alleati contro le forze tedesche in Italia e in Germania, oltre che un elemento chiave per lo sbarco in Provenza, nel 1944.

    La guerra e l’occupazione italiana hanno decisivamente contribuito, malgrado il riscatto italiano dopo l’8 settembre 1943 (che verrà accuratamente oscurato da grandissima parte della storiografia francese e singolarmente quasi ignorato da quella italiana), ad allontanare la Corsica dall’Italia.

    Ancora una volta si è ripetuto la formula della Corsica occupata che si affida ad un liberatore e ad un capo, impersonato per di più da un personaggio dotato del carisma di de Gaulle.

    La sconfitta del fascismo segna la fine ad ogni aspirazione – comunque sempre minoritaria – di irredentismo, trascinando con sé anche la rottura dei rapporti culturali con la Penisola e ogni prospettiva di un recupero di cittadinanza sull’isola per la lingua italiana.

    La Francia crederà per questo di aver definitivamente fatto sua la Corsica anche nell’anima, e d’altronde farà di tutto per vietare di fatto qualsiasi espressione pubblica in italiano o in còrso, subito tacciate di fascismo irredentista, premura particolarmente necessaria dopo che i còrsi, sotto l’occupazione, hanno potuto constatare la pressoché totale intercomprensione tra le lingue còrsa e italiana.

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