I 10 punti programmatici di Pè a Corsica per giungere in tre anni all’autonomia

La coalizione Pè a Corsica, in vista delle territoriali di dicembre, ha presentato il suo programma, strutturato in 10 punti, con un preambolo in lingua corsa e un testo dettagliato scritto in lingua francese, che vi proponiamo qui in traduzione italiana.

A strada di l’avvene

Accordu strategicu « Pè a Corsica »

Dece anni per custruisce cù tutti i Corsi a Corsica di u 21u seculu

 

  1. A pace è a demucrazia, pilastri di a dimarchja Pè a Corsica
  2. U filu storicu di a lotta : valori è fundamenti
  3. Un almanaccu puliticu nant’à 10 anni
  4. Mette in ballu u nostru prugettu di sucetà
  5. Ottene in i 3 anni un statutu d’autunumia di dirittu è d’eserciziu pienu : mette lu in ballu in 10 anni
  6. A vulintà d’apertura à tutti i Corsi è à tutte e forze vive chì si ricunoscenu in a dimarchja Pè a Corsica
  7. U dialogu è a ricerca di cunvergenze strategiche cù i naziunalisti dichjarati per avà in disaccordu cù Pè a Corsica
  8. Pruposte di cunvergenza cù e forze di prugressu
  9. Una guvernanza chjara, trasparente è demucratica
  10. Per una suluzione pulitica neguziata

1° punto: pace e democrazia, pilastri dell’approccio Pè a Corsica

I Corsi aspirano profondamente e all’unanimità alla pace e alla democrazia.

Tutti, specialmente coloro che si sono uniti stanno aspettando che rafforziamo l’asppirazione democratica della nostra società.

Allo stesso modo, la Corsica che vogliamo, per le generazioni di oggi e quelle di domani, è quella del diritto, della giustizia e dell’emancipazione.

Noi dunque, pubblicamente, solennemente e insieme ci impegniamo a mettere le richieste di pace e di democrazia al centro di ciascuno dei nostri impegni e azioni.

In linea con le lotte per il riconoscimento di popoli e nazioni senza uno Stato in tutta Europa e in conformità con le aspettative dei Corsi e dei valori che vogliamo mettere al centro del nostro approccio, affermiamo che il tempo per l’azione clandestina è definitivamente e in modo irreversibile finito, e che solo la lotta democratica e l’impegno pubblico e cittadino sono ora in grado di garantire la difesa degli interessi della Corsica e del popolo corsa.

A questo proposito, la decisione di smilitarizzazione adottata dal FLNC nel giugno 2014 costituisce un forte atto politico che ha richiesto iniziative reciproche per rafforzare la dinamica della pace. È in questa prospettiva che l’ottenimento di una legge sull’amnistia deve consentire di trasformare la pagina di quattro decenni di conflitti. Il consolidamento di questo nuovo ciclo politico richiede sia un lavoro di riconciliazione all’interno della società corsa che l’apertura di un dialogo politico con Parigi.

2° punto: il filo storico della lotta: valori e fondamentali

Da più di cinquant’anni nell’era contemporanea, la Corsica sta vivendo una situazione di conflitto che ha origine nella negazione da parte dello Stato francese dell’esistenza di un popolo e del necessario riconoscimento dei suoi diritti storici, politici e culturali.

Il movimento nazionalista, nato negli anni ’60, è diventato plurale nel corso del tempo e ha combattuto per questo riconoscimento con fermezza, autodifesa, senso di responsabilità e interesse pubblico. Migliaia di militanti coraggiosi, profondamente convinti dalla correttezza della causa che hanno prestato, hanno continuato a lottare per motivi politici, economici, sociali e culturali. Molte persone sono state in prigione. Alcuni hanno perso la vita.

È innanzitutto per loro e per il loro impegno di impegno che la Corsica deve oggi per avere strumenti istituzionali, giuridici e politici che, senza rispondere pienamente alle più importanti questioni politiche, isola di recupero di una prospettiva collettiva del futuro: successive statuti di decentramento e trasferimenti di competenze, creazione della corsie territoriale collettività, apertura dell’Università, …

Siamo decisamente e irreversibilmente coinvolti nel filo storico di questa lotta.

Una lotta che attinge ai valori universali della fratellanza tra uomini e popoli, giustizia sociale, libertà e democrazia.

3 ° punto: un programma politico di dieci anni

La situazione strutturale della Corsica richiede profonde riforme in tutte le aree strategiche. Il bilancio combinato del sistema clan e dello stato è disastroso in molti modi: situazione economica e sociale, infrastrutture interne, pubbliche (salute, trasporti), situazione linguistica …

Questa situazione richiede l’adozione di un approccio che va oltre gli obiettivi elettorali a breve termine.

Il mandato sarà inoltre caratterizzato da una duplice necessità: ottenere dallo Stato una vera e propria soluzione politica e riuscire a lanciare la nuova Collettività di Corsica.

Per tutti questi motivi abbiamo ritenuto indispensabile che l’azione e il progetto svolti da Pè a Corsica fossero parte di un calendario per l’attuazione delle riforme fondamentali da attuare: crediamo che almeno due termini (4 anni e 6 anni).

Integrando questa temporalità, abbiamo costruito il progetto che presenteremo e proporremo ai Corsi.

4°: attuare il nostro progetto di società

I Corsi si aspettano dai loro rappresentanti eletti e dalle forze politiche, in particolare quelle che aspirano ad esercitare le responsabilità per gli anni a venire, che propongono un progetto di società che risponda chiaramente alle seguenti domande: quale sviluppo economico e sociale per la Corsica? Quali equilibri e solidarietà tra territori e cittadini? Con quali risorse? Come possiamo costruire una società più istruita, dinamica, efficace, sostenuta, integrata e aperta all’Europa e al Mediterraneo? Come rispondere alle grandi sfide di oggi: cambiamenti climatici, supporto per la rivoluzione digitale e tecnologica, sconvolgimento del rapporto con il territorio e la natura del rapporto di lavoro?

Il termine delle elezioni territoriali del dicembre 2017 sarà l’occasione per Pè a Corsica proporre ai corsi di convalidare, con il loro voto e con la loro adesione, un vero progetto della società, declinati in obiettivi di breve, medio e lungo termine.

Questo progetto di società si baserà naturalmente sui fondamenti difesi dai nazionalisti da decenni, alimenterà le lotte per i settori politico, economico, sociale e culturale, nonché il contratto di mandato convalidato dai corsi in occasione della votazione storica di dicembre 2015.

È credibile dai risultati che abbiamo potuto registrare in due anni di esercizio delle responsabilità, dove abbiamo lavorato in modo permanente al servizio della Corsica e dell’interesse generale.

È destinata ad essere arricchita dai contributi di tutte le forze vive del nostro popolo, delle persone che vivono sull’isola e quelle della diaspora: dalla prossima settimana fino al 30 ottobre inizieremo un ciclo di incontri di lavoro a tutti coloro che lo desiderano, cittadini o forze organizzate, a partecipare alla definizione del suo contenuto e ad aderire all’approccio Pè a Corsica.

Questo progetto della società è già basato su forti orientamenti:

Riconoscere legalmente la nostra identità collettiva e rafforzare la coesione della nostra società attraverso la costruzione di un modello di cittadinanza che consente alle donne e agli uomini ad aderire a formare una comunità umana affermando il suo comune destino;
Rendere la società corsa una società in cui la qualità dell’istruzione, della formazione e della trasmissione della conoscenza è una priorità;
Organizzare l’accesso all’occupazione e l’integrazione professionale dei nostri giovani e dei nostri beni;
Promuovere l’imprenditoria, sostenere lo sviluppo delle imprese insulari e il loro potenziale di innovazione;
Diventare una nazione digitale, guidando la rivoluzione tecnologica;
Consentire uno sviluppo equilibrato nel tempo e nello spazio, affrontando divisioni territoriali, sociali e generazionali, basate sulla diversificazione settoriale, in particolare tra agricoltura e turismo, riabilitando una funzione produttiva di qualità;
Incoraggiare le energie, le iniziative e le immaginazioni per costruire un modello territoriale di giustizia sociale;
Rispondere al cambiamento climatico attraverso una transizione ecologica e sociale che crea ricchezza e benessere;
Creare condizioni efficaci di solidarietà in tutte le nostre politiche nei confronti dei più svantaggiati e degli anziani;
Inserire la Corsica in maniera forte e quotidiana in una cooperazione economica, sociale e culturale del Mediterraneo, in particolare con le isole e i territori litorali del Mediterraneo occidentale;
Organizzare i nostri settori strategici (trasporto, acqua, energia, comunicazioni, …)
Rendere la nostra lingua e la cultura un vigoroso vettore di coesione sociale nella nostra comunità, nonché un legame con i paesi mediterranei;
Dopo due anni di esercizio delle responsabilità e dei primi risultati tangibili e significativi, continueremo a sviluppare questi orientamenti in politiche pubbliche concrete.

5 ° punto: ottenere entro 3 anni uno status di autonomia di esercizio pieno e pieno e implementarlo in 10 anni

Affermiamo un chiaro obiettivo istituzionale, che riteniamo sia un punto d’equilibrio che può essere approvato da una maggioranza dei corsi: piena autonomia con potere legislativo, regolatore e fiscale .

I Corsi che votano Pè una Corsica convalideranno questo obiettivo. Questa scelta sarà presentata da Pè a Corsica al suffragio dei corsi nelle elezioni territoriali del dicembre 2017.

Ci impegniamo ad ottenere questo status nel prossimo futuro e ad attuarlo pienamente ed efficacemente nell’ambito del successivo mandato.

Questa autonomia si distingue dagli statuti senza contenuto o sostanza proposti opportunisticamente da determinate forze di destra o di sinistra. Non proviene da uno status concesso, ma da uno stato progettato e costruito dai corsi stessi.

Conformemente al principio di autodeterminazione, che non è altro che il diritto concesso al popolo corso di decidere liberamente e democraticamente scegliere la sua autonomia essenziale. Questa dovrebbe includere: la progressiva devoluzione del potere legislativo e normativo del diritto a domini non reali, il graduale trasferimento di risorse fiscali e competenze, direttamente correlati con il livello di competenze trasferite a vantaggio della Comunità della Corsica (trasferimento di tutto l’IVA (TVA), imposta di successione, imposta sui gioco d’azzardo, imposta sul reddito, imposta sulle società ecc.) Capacità di attuare lo status di residenti e la politica locale di sostegno all’occupazione La devoluzione del potere amministrativo e la scomparsa di duplicati con l’amministrazione statale al fine di costituire una amministrazione territoriale unificata; Riconoscimento dei diritti linguistici con la cooperazione della lingua corsa con la lingua di stato , il francese.  Questo è parte di un processo di devoluzione di poteri alla Comunità termine Corse. Al termine del periodo di 10 anni della sua attuazione, si dirà ai Corsi se questo stato è adeguata e soddisfa le loro aspettative, e se occorre andare oltre nel processo di devoluzione.

 

6° punto: impegno di apertura a tutti i Corsi e tutte le forze che identifica l’approccio di Pè a Corsica

Pà a Corsica ha un approccio che è di costante interazione con tutti gli attori della società corsa, a prescindere dalla appartenenza di parte: i membri del sindacato o di associazione, dirigenti d’azienda, gli agricoltori, gli sportivi, i consiglieri comunali, mondo l’insegnamento, i giovani … mira ad arricchire costantemente le proprie idee, il loro contributo e deve soddisfare le loro aspettative. La nostra apertura a tutte queste forze è il corollario della nostra azione, si sposterà da un’affermazione nazionalistica logica di costruire la logica nazionale. La Corsica che vogliamo e abbiamo bisogno di costruire è infatti quella di tutti i Corsi, e non solo la filosofia politica nazionaliste.

7°punto: dialogo e ricerca di una convergenza strategica con i nazionalisti che per il momento si sono dichiarati in disaccordo con la maggioranza

La maggioranza territoriale attuale è stata costruita principalmente da due formazioni: Femu un Corsica e Corsica Libera, mentre combinando ben oltre quelle ci sono altri movimenti nazionalisti. Tuttavia, qualche allenamento o militanti appartenenti al movimento nazionale, sono al di fuori della portata di Pè un Corsica, per esempio, il Rinnovu, che dall’inizio del mandato ha sviluppato analisi molto critiche dell’azione della maggioranza territoriale, o attivisti del Soffiu Novu, queste due correnti hanno espresso l’intenzione di creare una lista alle prossime elezioni locali, o la Manca Naziunale. Nel riconoscere queste scelte vogliamo però  parlare con queste formazioni in relazioni pacifiche e costruttive. In futuro sembra naturale e auspicabile che tutte le forze militanti o sostenitrici della lotta storica per l’emancipazione e il riconoscimento del popolo corso convergano a unirsi per costruire la Corsica d’oggi e di domani.

8° punto: proposte di convergenza con le forze progressiste

Negli ultimi due anni abbiamo scelto di dare priorità alle più ampie piattaforme di azione, qualora ciò sia nell’interesse della Corsica e dei corsi: Arrete Miot, nuova Collettività di Corsica, rilancio del Comitato del massiccio, mobilitazione a favore di inter-municipalità degli interni,…

Vogliamo continuare e rafforzare questa direzione.

Proporremo, all’interno dell’emiciclo della Collettività della Corsica, e su tutti i motivi dove necessario, le piattaforme di convergenza intorno ai temi strategici che attualmente raccolgono in gran parte i Corsi al di là dei loro diversi beni.

Politiche per combattere la povertà e la precarietà, il patto giovanile, la fiscalità e lo status sociale, l’occupazione locale ei grandi progetti infrastrutturali per adeguarsi ai vincoli del cambiamento climatico, obiettivi ampiamente condivisi dal pubblico corsi che potrebbe dare origine a accordi tematici e negoziazioni operative declinazioni.

Dove altri cercano di erigere muri e rilanciare l’idea di un fronte chiamato “repubblicano” che si riferisce a logiche di blocco contro blocco, noi vogliamo costruire ponti e lavorare insieme per l’unità e la coesione di tutti i corsi.

9° punto: una governance chiara, trasparente e democratica

La Corsica ha vissuto per secoli sotto il dominio dei clan. Il potere di questo retaggio culturale non può essere minimizzato o, peggio, ignorato. Siamo consapevoli che cambiare questa cultura non è una questione di poco. Ma siamo determinati a costruire un altro modo di fare politica e di esercitare il potere. Prendendo un giuramento il 17 dicembre 2015, la maggioranza territoriale si è impegnata a governare la Corsica servendo all’interesse generale, rispettando lo spirito democratico e rispettando i requisiti dell’etica e dei principi della trasparenza, dell’equità e del pluralismo. Ovviamente continueremo a includere la nostra azione individuale e collettiva nel percorso aperto, dandoci i mezzi procedurali e istituzionali per assicurare il pieno rispetto di questi impegni: il codice etico, il monitoraggio e la valutazione avanzati degli interventi pubblici e degli appalti pubblici, dei dati aperti e della democrazia digitale … La nuova collettività della Corsica, creata il 1 ° gennaio 2018 il CTC e i due consigli di contea, disegneranno un’architettura istituzionale inedita in Corsica. Questa nuova istituzione è una vittoria politica e un progresso istituzionale: la Corsica sarà ora in grado di collocare il proprio futuro nel quadro di una visione strategica globale, coordinata e leggibile per i corsi. Ma questa prospettiva positiva solleva domande e addirittura preoccupazioni per un’eccessiva concentrazione di potere e, in tal modo, un rischio di deficit democratico. Diciamo chiaramente: la nostra concezione di potere è agli antipodi di una concezione autocratica ed egemonica del potere. Al contrario, la buona governance del territorio deve basarsi sull’equilibrio dei poteri esecutivi, consultivi e deliberativi, sui semplici principi del rispetto dei perimetri dei poteri previsti dai testi, dalla cooperazione, dalla solidarietà e dall’equità. Sono questi principi che appliceremo nel nostro modo di governare la Corsica, pur garantendo che questi principi siano articolati con obiettivi di efficacia ed efficienza dell’azione pubblica.

Conclusione:

1 ° Ci impegniamo, in caso di elezione, di governare e gestire le istituzioni della Comunità della Corsica secondo i seguenti principi: Rispetto delle prerogative e delle competenze di ciascuno dei suoi organi: il Consiglio esecutivo, l’Assemblea corsa, il Consiglio economico, sociale, ambientale e culturale della Corsica, della Camera dei Territori, l’Assemblea di a Giuventù eserciterà pienamente i propri poteri, rispettando quelli di altri: il rispetto e l’estensione dei diritti e dei mezzi dell’opposizione; La vigilanza accordata ai diritti e alle libertà dei funzionari e degli agenti pubblici e al buon funzionamento delle procedure e delle istituzioni che contribuiscono al dialogo sociale,

2 ° Allo stesso modo, ci impegniamo che la Comunità della Corsica lavorerà con i comuni, i comuni e le comunità di le camere consolari, le istituzioni pubbliche, l’università, i soggetti economici, sociali, ecologici e culturali in uno spirito di rispetto, di dialogo, di consultazione e di partenariato, garantendo nel contempo che le decisioni prese e le dinamiche attuate sono in totale armonia con l’obiettivo per noi un equilibrio territoriale essenziale.

3 ° La cooperazione con il suo ambiente europeo e mediterraneo ha per la Corsica una dimensione strategica. Continueremo a sviluppare il nostro peso e la nostra presenza a Bruxelles, così come il nostro coinvolgimento nei meccanismi di solidarietà euromediterranea: avere la Corsica riconosciuto come distretto elettorale per garantire la sua rappresentanza nel Parlamento europeo Inter-isola e cooperazione interregionale, in particolare per tener conto del cumulo dei vincoli (insularità, debolezza demografica, carattere di montagna); Strutturazione dello spazio euro-mediterraneo occidentale;

10°: Per una soluzione politica negoziata

Convinti che il percorso che proponiamo risponda ad una aspirazione condivisa per la pace e lo sviluppo di tutti i corsi, siamo determinati a porre fine alla logica del conflitto che ha caratterizzato i rapporti tra lo Stato e la Corsica negli ultimi due secoli, soprattutto nel periodo contemporaneo. Continueremo ad essere animati dalla volontà del dialogo e già in gran parte lo abbiamo dimostrato. Lo stato fino ad oggi ha rifiutato di fare il proprio, negando la dimensione politica della questione corsa. Un tale atteggiamento può infliggere solo tensioni e suscitare rabbia e rivolta, specialmente nella nostra gioventù. Adesso dobbiamo dichiarare chiaramente e pubblicamente che si aprirà una nuova e senza precedenti pagina di dialogo con la Corsica, per dare garanzie pratiche a questa nuova politica. Questo dialogo, a livello istituzionale, punterà all’attuazione di un’autonomia piena e piena in conformità a quanto è in gran parte la regola in Europa in situazioni dello stesso tipo . Questo dialogo comporta altresì la presa in considerazione del fatto democratico e, pertanto, delle deliberazioni votate dall’Assemblea corsa per lo status di residenza, la co-officialità della lingua corsa, l’inclusione della Corsica nella costituzione francese, l’immediato ravvicinamento di tutti i prigionieri politici e l’amnistia. L’esito di un conflitto comporta forti gesti simbolici che segnano l’apertura di una nuova era, forse di pacificazione e fiducia.


Foto: U ribombu naziunale