1° maggio: Ghjuventù Indipendentista replica alla CGT

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La Ghjuventu Indipendentista si è riunita questa mattina, come annunciato, davanti al liceo Jean-Nicoli di Bastia per celebrare la Festa internazionale dei Lavoratori 2015. Un centinaio di persone si sono unite a loro per ricordare che in Corsica “la difesa dei lavoratori è stata portata avanti dal movimento nazionale da più di 40 anni ” e non da “certe organizzazioni sindacali francesi” né dai “partiti di sinistra tradizionali”. Questa è una chiara risposta alle dichiarazioni della CGT, che aveva accusato i giovani militanti di essersi lasciati plagiare dalle idee irrealistiche e pericolose dell’esecutivo di Corsica. L’assembramento si è concluso con la lettura di un testo in lingua corsa da parte di Anna-Maria Graziani, tratto dall’ultimo messaggio di Jean Nicoli il 28 agosto del 1943, poco prima di morire per mano fascista:

A io mio zitelli,
Da qui à pocu, mi n’andaragju. S’è vo sapessite quant’è so calmu, guasi felcie di more per à Corsica è per u partitu. Un pienghjite micca, fatemi un surrisu. State fieri di u vostru babbu. Sà ch’è vo pudetu esselu. A testa mora è u fiore rossu, ghjè u solu doulu ch’o vi dumandu. A u sogliu di a tomba, vi dicu chi a sola idea chi annnatu à a nostra corcia tarra mi pare bella, hè l’idea cummunista. Morgu per a Corsica è per u mo partitu.


Per la Corsica. Né per la Repubblica né per Marianna. Queste furono le ultime parole di un eroe còrso della seconda guerra mondiale.
Ghjuvanni Nicoli, comunista e membro della resistenza, era un patriota còrso. Anche se ad alcuni non piace, i suoi figlioli – quelli che hanno continuato a far crescere la fiamma dell’identità còrsa e della lotta sociale che lui aveva acceso – siamo noi.

È il movimento nazionale a portare avanti la difesa dei lavoratori in questo Paese da più di quarant’anni, non le organizzazioni dei colonizzatori quali certi sindacati francesi né i partiti della sinistra “tradizionale”. Non sono certo loro, quelli che mandano la Corsica in rovina con le loro cricche, basti vedere l’esempio della SNCM. Non sono quelli che sostengono che la corsizzazione degli impieghi è “discrimanatorio”, così come la co-ufficialità della lingua còrsa e lo Statuto dei Residenti. Questa gente qui è schierata dalla stessa parte del FN e l’uMP : sono giacobini e colonizzatori.

Per la difesa dei lavoratori còrsi, qualunque mansione svolgano, siano essi impiegati, funzionari o pure padroni, l’unica sola strada da seguire è quella del movimento nazionale. A nostra cuscenza hè resistenza.

 


Fonte e immagine: CorseNetInfos.fr

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